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Jesi: il ministro Morando 'Elimineremo Imu-Tasi per migliorare le aspettative per il futuro e aiutare le famiglie'

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A Jesi il Vice Ministro all'Economia e alle Finanze Enrico Morando

A Jesi il Vice Ministro Enrico Morando: "Servono più consumi delle famiglie. Per ottenerli, dobbiamo migliorare le aspettative per il futuro prossimo e per questo abbiamo scelto l’eliminazione dell’Imu-Tasi prima casa"

Nella meravigliosa cornice della Galleria di Palazzo Pianetti di Jesi si è svolto un incontro promosso dall'On. Lodolini e dal PD con il Vice Ministro all'Economia e alle Finanze Enrico Morando.

Sono intervenuti Enzo Giancarli, consigliere regionale, Fabio Badiali, Segretario provinciale PD e il capogruppo democrat in Comune Matteo Marasca.

Nel saluto introduttivo l'On. Lodolini ha ricordato come "fino a poco tempo fa eravamo il problema dell’Europa. Eravamo, lo ricordiamo tutti, sorvegliati speciali. Eravamo il Paese che, secondo il Fondo monetario internazionale, poteva mettere in crisi non solo l’Europa, ma l’intera economia mondiale. Oggi sull’Italia e in Italia prevale la fiducia. Prevale l’idea che siamo un paese in cui si può vivere e investire. Ciò accade grazie ad un virtuoso percorso di riforme"

"L’azione complessiva del governo Renzi è di sinistra e interventi come quello sulla casa sono giustificati dalla necessità di rianimare la fiducia delle famiglie". Ne è convinto il viceministro dell’Economia Enrico Morando, che a Jesi ha spiegato come “le scelte fiscali fatte in questa legge non vadano viste come se fossero l’inizio di tutto”. L’inizio sono stati gli 80 euro in busta paga la deduzione Irap per i nuovi assunti a tempo indeterminato, ha osservato Morando. Una prima spinta alle imprese perché trasformassero posti di lavoro precari in stabili, resi finalmente più “convenienti“. La seconda spinta, insieme alle nuove regole del Jobs Atc, è stata quella per la fiscalizzazione degli oneri contributivi per tutti i neoassunti 2015 con contratto indeterminato. Perché un così forte privilegio per il lavoro stabile? Perché siamo di sinistra, e il lavoro ci piace stabile. Così siamo arrivati all’Imu-Tasi prima casa. Nel 2016, la domanda estera potrebbe esser più debole del 2015. Quindi, dobbiamo far salire la domanda interna. Con più investimenti innanzitutto. Ecco perché ricorriamo alla ormai famosa clausola Ue per aumentare quelli pubblici; e perché ci siamo inventati il superammortamento per far crescere quelli privati. Servono più consumi delle famiglie. Per ottenerli, dobbiamo migliorare le aspettative per il futuro prossimo. Senza propaganda: serve una scelta precisa di politica fiscale. Che abbia un impatto immediato sull’intero universo delle famiglie. Una scelta ha queste caratteristiche: l’eliminazione dell’Imu-Tasi prima casa. 80 famiglie su 100 possiedono la casa dove abitano. A prima vista, se il problema sono consumi e aspettative, è difficile trovare di meglio.

“Nel 2017 faremo scendere al 24% l’aliquota Ires e nel 2018 torneremo ancora sull’Irpef. Sono riduzioni fiscali che in tutto valgono 35 miliardi: rispetto ai 3,5 dell’ Imu-Tasi sull’abitazione principale il rapporto è 10 a 1”. Sull’Imu, “il prossimo anno potremo contare meno sulla domanda estera vista la crisi dei Paesi emergenti”. Per questo, ha spiegato Morando, “abbiamo bisogno di modificare in modo rapido le aspettative delle famiglie per sostenere i consumi: ci siamo convinti che non è possibile farlo se non si toglie la preoccupazione per l’imposizione sulla prima casa”.

In merito all’uso del contante, “l’obiettivo di limitarlo si persegue favorendo la moneta elettronica, incentivando i pagamenti tracciabili, piuttosto che imponendo limiti troppo bassi che invece creano problemi ad alcune attività economiche italiane”, ha dichiarato il viceministro. Quanto al Mezzogiorno, “sugli investimenti stavolta siamo di fronte a una sfida vera. Abbiamo lo 0,3 % di Pil della clausola europea, in tutto mettiamo in moto 11 miliardi di cui 7 andranno al Sud. Qualche misura pensata per tutti – aggiunge – potrebbe essere accentuata nelle Regioni meridionali: penso ad esempio a super-ammortamenti con una percentuale superiore al 140”.

La scelta della detassazione della attività agricole - ha proseguito Morando - si inserisce all’interno di un disegno che punta a ridurre la pressione fiscale per quanto riguarda il lavoro e l’impresa al fine di rilanciare l’economia italiana in modo più veloce”.

“Quindi in questo caso non si tratta di un alleviamento della pressione fiscale su un cespite patrimoniale ma si tratta di ridurre la pressione fiscale sui terreni agricoli utilizzati per produrre”, precisa. Stessa cosa vale per l’Irap: “ridurre l’irap nel campo del’attività agricola è una scelta coerente con quella che abbiamo compiuto alla fine del 2015 quando abbiamo abolito dalla base imponibile Irap la componente del lavoro e abbiamo fatto l’intervento degli 80 euro”, ha proseguito poi. “Scelta volta a ulteriormente ridurre la pressione fiscale per il lavoro e l’impresa in piena coerenza con quello che ci viene richiesto dalla Commissione europea”.



... La Galleria di Palazzo Pianetti ha ospitato il vice ministro Morando
... Morando, Lodolini e Giancarli a Jesi


A Jesi il Vice Ministro all'Economia e alle Finanze Enrico Morando

Questo è un articolo pubblicato il 23-10-2015 alle 15:17 sul giornale del 24 ottobre 2015 - 776 letture