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comunicato stampa

Fimmg Marche: sì alle “Case della Salute” purché non siano un ‘risarcimento’ al territorio

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Case della Salute sì, ma se si continua a considerarle semplicemente un ‘risarcimento’ nei confronti di quei territori che hanno visto chiudere i loro ospedali una cosa è certa: si è partiti già con il piede sbagliato.

Massimo Magi, Segretario Regionale della Fimmg (Federazione Medici di Medicina Generale) delle Marche, non si stanca di ripetere quello che a suo avviso dovrebbe essere già ovvio da molto tempo ma che istituzioni e sistema sanitario regionale non sembrano avere ancora ben recepito: “Vedo ancora da più parti, anche istituzionalmente parlando, che le Case della Salute vengono presentate come una sorta di succedaneo degli ospedali.

Come se ci si dovesse sentire in dovere di ‘risarcire’ quei territori che, in fase di tagli, li hanno visti chiudere. Ma questa è una prospettiva tanto sbagliata quanto pericolosa, perché si rischia di non comprendere la vera portata di questa soluzione, né che il sistema ha necessità non di ricreare un para-ospedale, bensì di rivedere complessivamente la rete assistenziale riqualificandola. Pertanto le Case della Salute dovrebbero essere considerate come un elemento positivo di ripartenza di una sanità che si basa su un concetto innovativo di rete, di accessibilità, sostenibilità e prossimità delle cure”.

Invece, a quanto pare, i nomi cambiano, ma la visione resta la stessa: un dato che non fa pensare ad un progresso per il sistema. “Non possiamo curare il territorio allo stesso modo di come pensiamo di curare le malattie – continua Magi – è vero che siamo in una fase di transizione e che siamo alla ricerca di soluzioni che garantiscano la sostenibilità e accessibilità alle cure, ma dobbiamo farlo in una logica che privilegi il progetto, no la creazione di nuovi strutture murarie di fatto pensate in modo ancora troppo simile all’ospedale tradizionale. È la rete assistenziale territoriale che deve essere potenziata, trasformando a sua volta anche l’ospedale stesso, che così come lo abbiamo sempre visto e vissuto non va più bene, non è più adeguato ai bisogni della nostra società”.

Ecco allora che la nuova assistenza deve poter camminare su altre prerogative: le équipes territoriali, gli studi associati dei medici, un concetto di “Casa della Salute” diffuso e in grado di rappresentare una rete territoriale che sappia prendere in carico la gestione delle cronicità e della salute delle persone facendo lavorare meglio e bene anche l’ospedale. “Noi Medici di Medicina Generale siamo assolutamente favorevoli alla riorganizzazione e riqualificazione della assistenza territoriale così come declinato nella Delibera 452/14 – conclude Magi – e la parte pubblica deve comprendere che la soluzione non è duplicare o peggio aumentare le strutture. Deve iniziare a utilizzare l’esistente e vedere che alcune di queste soluzioni e di questi network ci sono già nel territorio e funzionano. Perché non ripartire da lì e, finalmente, accantonare la logica fine a se stessa del voler ‘mettere le bandierine’ sul territorio per abbracciare invece davvero quella del fare, ripartendo da un progetto serio?”.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-10-2015 alle 16:47 sul giornale del 16 ottobre 2015 - 494 letture