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Calendario venatorio, M5S: 'A rischio la sussistenza di almeno 15 specie di uccelli'

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Caccia

Il Calendario venatorio regionale non è conforme alla normativa vigente e alla indicazioni degli istituti competenti. Lo sa bene la Regione Marche che lo ha approvato nel maggio 2015 con una impostazione che va anche contro le direttive europee.

A evidenziarlo martedi, in Consiglio regionale, il Gruppo Consiliare 5 Stelle che sull'argomento aveva presentato una Mozione a luglio la cui discussione è stata, guarda caso, fatta scivolare ad inizio ottobre, praticamente a caccia aperta.

La votazione in Aula ha confermato la volontà di non affrontare un tema scottante per la “politica delle doppiette” che non pensa al bene del territorio e dell'ambiente ma a quello dei cacciatori.

Scontato quindi l'esito della votazione che ha visto la mozione essere votata solo dal Movimento 5 Stelle e bocciata da tutti i gruppi consiliari.

Dopo aver dedicato lo scorso consiglio regionale all'approfondimento dell'enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco sulla tutela e il rispetto dell'ambiente, alle dichiarazioni non sono seguite le “testimonianze”, cioè non si è voluto modificare un calendario che massimizza il prelievo venatorio ponendo a rischio la sussistenza di almeno 15 specie di uccelli, esponendo inoltre la regione a ricorsi e contenziosi onerosi, che saranno pagati dalla collettività.

Ancora una volta siamo di fronte ad una modalità legislativa che scorre “sulla lama del coltello”, rischiando di tagliarsi, invece di svoltare decisamente verso una crescita culturale che superi la mera visione antropocentrista, che si faccia francamente carico di esaltare la biodiversità di cui la componente faunistica è parte essenziale.



Caccia

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-10-2015 alle 15:29 sul giornale del 07 ottobre 2015 - 1027 letture