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comunicato stampa

Nuovo anno scolastico, Rete Studenti Medi: 'Noi studenti non ci siamo sentiti inclusi nella riforma “Buona Scuola”'

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Poche ore fa ha avuto inizio il nuovo anno scolastico, il primo dopo l’approvazione della “Buona Scuola”. “Noi studenti non ci siamo sentiti inclusi in questa riforma: è forse anche per questo che la nostra voglia di cambiamento è ancora più forte di prima” dichiara Elena Lippi, coordinatore della Rete degli Studenti Medi Marche, “nessuno ha ascoltato davvero cosa avevano da dire studenti e docenti, nessuno riesce mai nelle nostre scuole e nelle nostre città a prendere davvero in considerazione le nostre idee”.

Nonostante la delusione per come siano andate le cose con la nuova riforma della scuola ripartiamo ancora una volta animati dalla voglia di voler cambiare le cose, sia dentro che fuori dalle nostre scuole, consapevoli, però, che il vero cambiamento nasce proprio tra i banchi. E’ proprio in questo senso che si muoverà la nostra mobilitazione quest’anno: vogliamo discutere con i nostri docenti, vogliamo che ci sia un vero confronto tra tutti gli studenti, vogliamo stimolare le nostre coscienze. Già a giugno abbiamo lanciato come associazione nazionale lo slogan “fin dall’inizio”, sta a significare che fin da subito ci saremo mobilitati per esprimere sia il nostro dissenso verso il percorso intrapreso dal Governo sia le nostre proposte per una scuola buona per davvero. Abbiamo prestato fede a tale promessa, già questa mattina siamo stati presenti davanti alle scuole superiori della nostra regione per informare gli studenti sui cambiamenti a cui vanno incontro e invitarli a discutere con noi le loro proposte.

“L'informazione è il primo strumento con il quale poter costruire qualcosa di concreto, è la prima chiave che apre la porta alla partecipazione attiva e consapevole, perciò sin da subito attiveremo la nostra campagna autunnale, verso la mobilitazione del 9 ottobre, verso una scuola e una società migliore!” conclude Elena Lippi. Il nostro obiettivo è costruire con gli studenti una proposta di scuola democratica che stimoli la cittadinanza attiva, per questo pensiamo che sia necessario innanzitutto rinnovare la didattica. Ciò è possibile solo attraverso il confronto con i docenti che siamo sicuri saranno pronti ad accogliere le nostre proposte, così come noi presteremo ascolto alle loro posizioni. Intendiamo, inoltre, continuare la nostra lotta per il diritto allo studio, argomento non trattato dalla legge 107, ma che noi consideriamo primario ed essenziale e che ormai da due anni difendiamo con la nostra proposta di legge regionale “Rights are coming”, di cui ora stiamo raccogliendo i primi frutti.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-09-2015 alle 18:30 sul giornale del 15 settembre 2015 - 664 letture