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comunicato stampa

Lega Nord: agricoltori colpiti anche dalla tassa del Consorzio di Bonifica

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Una categoria martoriata come quella degli agricoltori (già da anni soffre una acuta crisi economica), è stata colpita anche dalla odiosa tassa del Consorzio di Bonifica delle Marche.

Dopo 14 anni dalla sua scomparsa ¬ migliaia di proprietari di aree agricole, di immobili artigianali, industriali e commerciali, situati all’esterno dei centri abitati, si trovano di nuovo costretti a pagare una tassa senza ricevere alcun servizio in contropartita, salvo casi particolari (peraltro senza trasparenza e rispetto della privacy).

Siamo di fronte ad una decisione sbagliata, che peserà gravemente sull’economia regionale, in particolare sul settore agricolo che invece deve essere motivato e rilanciato.
In altri termini si chiede un contributo economico a chi in concreto effettua la manutenzione dei “fossi”, anziché riconoscere a persone fisiche e imprese un premio per la cura del reticolo idraulico regionale, che previene eventi a carattere idrogeologico e alluvionale.

In questo quadro non può essere sottaciuto il fatto che il consorzio di bonifica può e deve svolgere un ruolo nelle aree di bacino dove effettivamente è necessario agire mediante la realizzazione di opere per prevenire eventi calamitosi, ma non si può pensare di chiedere a persone o imprese contributi economici che non siano sostenuti da presupposti chiari e legittimi.
Il caso della tassazione indiscriminata dei soggetti proprietari di aree agricole o immobili genera un clima vessatorio, in quanto la platea dei contribuenti non comprende le ragioni per le quali deve pagare un peculio, per avere svolto attività manutentive a beneficio della collettività tutta.

Valga, per tutto quanto esposto finora, la recente sentenza della Cassazione 654/2012, che ha stabilito che i proprietari degli immobili siti nel comprensorio concorrano alle spese relative alle opere consortili, solo se i beni di loro proprietà traggano beneficio dalle opere.

La generalità dei contribuenti denuncia altresì che nei territori dove operano i Consorzi di bonifica è tenuta al pagamento di un contributo aggiuntivo alla normale imposizione fiscale, contrariamente a quanto avviene per i cittadini residenti al di fuori di aree non comprensoriali, dove gli interventi di difesa idrogeologica sono finanziati solamente dalla fiscalità generale e questa situazione ha conseguentemente creato una evidente disparità di trattamento.

Il Consorzio di Bonifica delle Marche trova la sua legittimazione soltanto se saprà programmare in modo chiaro le opere da realizzare nel tempo ed applicare la tassa a chi effettivamente trae beneficio e valorizzazione dei suoi beni dalle iniziative concrete.
In caso contrario, lo stesso Consorzio verrebbe definito un inutile “contenitore” di posti di lavoro con aumento della pressione fiscale sui cittadini che vengono colpiti dalla cosiddetta odiosa tassa sui fossi, senza alcun presupposto di legge.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-07-2015 alle 15:57 sul giornale del 30 luglio 2015 - 812 letture