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Vezzali ministro dello sport? Petizione contro la campionessa, che risponde: 'Non mi tiro indietro'

I campioni della scherma oro a Mosca al Quirinale 3' di lettura 27/07/2015 - La voce nemmeno ufficiale della possibilità che per Valentina Vezzali, deputata di Scelta Civica, si apra la possibilità di diventare ministro dello sport ha agitato il mondo del web nell'ultima settimana.



Lei, che a 41 anni sale in pedana e vince ancora, nel suo amato sport di certo non riceve critiche, neppure da chi la petizione l'ha firmata, perché il suo valore è ovunque nel mondo riconosciuto, come l'atleta più medagliata al mondo.

Ma la politica si sa, è un'altra storia. E così c'è chi la critica per le assenze alle sedute del parlamento, dovute a volte proprio agli impegni sportivi, e chi semplicemente non la vorrebbe lì ma solo in pedana. Lei si difende così alla notizia che la petizione in una settimana ha quasi raggiunto le 25mila firme, e risponde a quella petizione, che invita il premier Renzi a non nominarla ministro, con tanto di hasthtag #vezzalinograzie: "A certe provocazioni del tutto strumentali non occorrerebbe rispondere, ma certamente non mi tiro indietro se mi viene chiesto cosa ne penso!". Assieme alle dichiarazioni anche la smentita di una chiamata ufficiale da parte di Renzi.

Una petizione che fa male allo sport, ma anche alle donne, avrebbe risposto così al Corriere della Sera, aggiungendo che rispetta i 25mila della petizione, "ma in Italia siamo 60milioni".
Ciò che fa male, secondo la Vezzali, che la critica sia partita proprio da una donna dello sport come lei: a lanciare la petizione infatti è stata la giocatrice di calcio Patrizia Panico, capitano della nazionale femminile.

Nella petizione si legge quanto scritto dalla Panico a Renzi: "Abbiamo appreso da organi di stampa che sia in corsa, per questo importante incarico, la deputata Vezzali, distintasi sicuramente per meriti sportivi, ma anche per discutibili dichiarazioni (il suo "da lei mi farei 'toccare' " detto a Berlusconi e le sue posizioni retrive sulla famiglia naturale). Non mi sembra nemmeno di ricordare mai un suo intervento a sostegno delle nostre battaglie contro le discriminazioni nello Sport femminile".
La memoria va alla puntata di Porta a Porta in cui la Vezzali, invitata da Bruno Vespa, pronunciò quella frase dopo aver consegnato un fioretto autografato all'allora presidente del consiglio Berlusconi, invitandolo a duellare per finta con lei. Il gergo schermistico non è piaciuto per via del "doppio senso" creato da quello che è il reale termine tecnico.

Rimanendo in tema di sport, la Vezzali assieme alle compagne del Dream Team, Di Francisca, Arrigo e Batini ha fatto visita a Montecitorio con i colleghi della squadra maschile, dopo il doppio oro conquistato agli ultimi campionati del mondo di Mosca, per la stretta di mano ufficiale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E per quanto riguarda il doppio impegno sportivo-politico, la Vezzali ha sempre sostenuto di avere "una filosofia ben precisa: quando le cose si fanno con passione e si crede in quello che si fa, è possibile riuscire a organizzare e coniugare il tutto".


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un articolo pubblicato il 27-07-2015 alle 15:20 sul giornale del 28 luglio 2015 - 1076 letture

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