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Macerata: allo Sferisterio successo per Cavalleria Rusticana e Pagliacci

Sferisterio 3' di lettura 21/07/2015 - La 51esima stagione lirica dello Sferisterio, inaugurata Venerdì 17 con Rigoletto, prosegue con la prima di Cavalleria Rusticana e Pagliacci, il dittico verista presentato a Macerata dal regista Alessandro Talevi.

Cavalleria Rusticana e Pagliacci vengono tradizionalmente rappresentate insieme; comune è il periodo storico ovvero la fine del 1800, stessa l'ambientazione nel Sud di un'Italia da poco unita (siciliana la prima, calabresi le vicende di Pagliacci) ma ciò che intimamente unisce le due opere è il "racconto del vero", la volontà di portare sul palco le tradizioni "rustiche" dei personaggi con le loro debolezze: amano e tradiscono, gridano, piangono, si rivolgono ai santi e si pentono ma poi l'epilogo è sempre drammatico.

È Santuzza che pende dalle labbra di Turiddu e cerca in tutti i modi di riconquistare l'uomo che pure l'ha disonorata "Battimi, insultami, t'amo e perdono, ma è troppo forte l'angoscia mia"; è Canio che cerca di vendicarsi del tradimento di Colombina (Nedda) "L'uom riprende i suoi diritti, e il cor che sanguina vuol sangue a l'avar l'onta, o maledetta!". Il dramma tuttavia acquista quasi un accento buffo ai nostri occhi, buffo e allo stesso tempo imbarazzante perchè il quadro che ne risulta altri non è che uno specchio su noi stessi, il modo di essere donne e uomini tutto italiano.

Nonostante il filone verista, il regista Talevi sceglie di trattare le due opere in maniera distinta, con Cavalleria Rusticana rimane piu fedele al classico della tradizione, offrendoci una Sicilia severa di fine '800, il rigore si manifesta fin da subito grazie anche ad una scenografia essenziale e alla scelta di abiti di scena in cui il nero predomina; Pagliacci è invece proposta in chiave più leggera, all'impianto scenico preesistente si aggiungono gli elementi festosi tipici di una compagnia di artisti girovaghi: una carrozza che si apre a mo' di sipario e diventa palco nel palco fa da sfondo alle vicende tragicomiche.

La diversa rappresentazione non è solo formale ed il ruolo fondamentale nella caratterizzazione dei personaggi e delle due opere è affidata al canto, è cosí che vediamo l'applauditissima soprano Anna Pirozzi vestire prima i panni di una classica e intensa Santuzza in Cavalleria Rusticana per poi impersonare una più frivola Nedda (Colombina) in Pagliacci.

Doppio ruolo anche per Rafael Davila che è prima Turiddu destinato a morire per un duello amoroso e apprezzatissimo poi nella veste di Canio (Il Pagliaccio). Di spicco anche l'esibizione di Marco Caria, il pagliaccio Tonio, stolto e deforme. Ancora nel cast di Cavalleria Rusticana: Alberto Gazale per Alfio, Elisabetta Martorana è Lola amata da Turiddu, Chiara Fracasso impersona la madre Lucia. Per Pagliacci: Pietro Adaini è Beppe (Arlecchino) e Giorgio Caoduro è Silvio, l'amante di Colombina.

Molto importante il ruolo del coro che riveste un ruolo di spettatore, quasi di giudice morale dei fatti narrati, Carlo Morganti alla direzione del Lirico Marchigiano V.Bellini.
La direzione dell' Orchestra Filarmonica Marchigiana è affidata al direttore Christopher Franklin.

La rassegna, promossa sui social con l'hashtag #nutrimilanima con chiara allusione al tema di Expo 2015, proseguirà con la prima rappresentazione de La Bohème per la regia di Leo Muscato Domenica 26 Luglio.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-07-2015 alle 18:44 sul giornale del 22 luglio 2015 - 1464 letture

In questo articolo si parla di cultura, lirica, spettacoli, opera, sferisterio, Elena Sagrati

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