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Cna Marche: ''le imprese lasciano al fisco i due terzi dei loro redditi''

4' di lettura 19/07/2015 - Se Totò si vantava di aver fatto il militare a Cuneo, gli imprenditori marchigiani vorrebbero addirittura abitarci. Infatti, se avessero la residenza nella città piemontese, verserebbero al fisco solo, si fa per dire, il 54,5 per cento del loro reddito e rimarrebbero loro in tasca in media 22.752 euro.

Invece il peso fiscale che grava su di loro nel 2015 supera in media il 60 per cento. In pratica quasi due terzi del reddito se ne va in tasse. Ma se potessero scegliere, non vorrebbero comunque abitare a Reggio Calabria. Tra i 113 Comuni italiani è quello messo peggio: qui gli artigiani versano al fisco il 74,9 per cento del reddito.

A fare i conti in tasca agli artigiani ed ai piccoli imprenditori nel loro rapporto con il fisco, ha pensato il Centro Studi della Cna nazionale, che ha analizzato la situazione nei 113 Comuni capoluogo di Provincia, prendendo in esame le tasse pagate a Stato, Regioni ed Enti locali. Irpef, contributi previdenziali, Irap, Imu, Tari e Tasi da un’impresa artigiana manifatturiera con 5 dipendenti, 430 mila euro di fatturato e 50 mila euro di reddito d’impresa, con un laboratorio di 350 mq e un negozio per la vendita di 175 mq.

Tra il 2014 e il 2015, secondo il Centro Studi della Cna, nei Comuni marchigiani il carico fiscale è diminuito più della media nazionale: si va dal 2,6 per cento in meno ad Ancona e Fermo al 2,5 negli altri Comuni capoluogo di Provincia mentre in Italia il calo è stato dell’1,7 per cento. Così il reddito che i pesaresi lasciano all’erario è sceso dal 65,6 al 63,1 per cento e quello dei maceratesi dal 64,8 al 62,2 per cento. Gli imprenditori anconetani e gli urbinati pagano il 61,2 rispetto al 63,8 e al 63,7.I fermani passano dal 63,1 al 60,5 e gli ascolani dal 60,1 al 58,2 per cento. Insomma siamo lì, più o meno in linea con la media nazionale del 62,2 per cento.

“Quest’anno” commentano il presidente Cna Marche Gino Sabatini ed il segretario Otello Gregorini “si è avuto un lieve alleggerimento della pressione fiscale, pur confermandosi, quello italiano, come il fisco più vorace d’Europa. Il calo del 2015 è dovuto per intero all’abolizione della componente lavoro dall’Irap. Un beneficio che poteva essere ben più corposo se non fosse stato dimezzato dal maggior prelievo dell’Irpef e dall’aumento dei contributi previdenziali degli imprenditori. Inoltre il beneficio per le tasche degli artigiani potrebbe scomparire del tutto nei prossimi mesi, se i Sindaci decidessero di compensare i tagli dei trasferimenti del Governo, mettendo mano ai tributi locali”.

Intanto, salvo sorprese nei prossimi assestamenti di Bilancio degli enti locali, gli imprenditori marchigiani vedono aumentare, tra il 2014 e il 2015, il reddito che rimane nelle loro tasche dopo aver pagato le tasse: si va dai 1.282 euro in più a Pesaro e Fermo ai 1.280 euro di Ancona ai 1.279 di Macerata, ai 1.278 di Ascoli Piceno ed ai 1.274 di Urbino. Secondo le proiezioni del Centro Studi della Cna nazionale, se gli imprenditori di Cuneo hanno finito di lavorare per lo Stato il 17 luglio, quelli di Reggio Calabria dovranno aspettare il 29 settembre. A metà strada gli imprenditori residenti nei Comuni marchigiani, che potranno cominciare a lavorare per sé stessi e non per l’erario, il 5 agosto ad Ascoli Piceno, l8 agosto a Fermo, il 10 dello stesso mese ad Ancona e Urbino, il 14 a Macerata e il 18 agosto a Pesaro.

“Dalla nostra indagine” sostengono Sabatini e Gregorini “risulta evidente che non si fa ripartire l’economia e non si rilanciano i consumi se non si riduce la pressione fiscale . Occorre abbassare le tasse sulle imprese individuali e sul lavoro autonomo, utilizzando le risorse provenienti dai tagli alla spesa pubblica e dalla lotta all’evasione. Inoltre va ridotto il peso dell’Imu sugli immobili strumentali, rendendola deducibile dal reddito d’impresa e dall’Irap. Infine chiediamo ai Comuni di far pagare la Tari commisurata alla quantità ed alla qualità dei rifiuti prodotti”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-07-2015 alle 15:49 sul giornale del 20 luglio 2015 - 760 letture

In questo articolo si parla di economia, artigianato, cna

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