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Al via la sesta edizione di “Non a voce sola”, rassegna itinerante marchigiana dedicata al femminile

5' di lettura 02/07/2015 - Apre i battenti il 5 luglio una delle rassegne itineranti più originali e partecipate dell'estate marchigiana: Non a Voce sola. Nata nel 2010 come un percorso all'interno del pensiero femminile, è diventata negli anni il luogo del dialogo fra i generi e, in questo momento storico, parlare di genere, o gender, sembra quanto mai opportuno, necessario ed attuale.

A tal fine sono stati coinvolti quindici comuni, tutte le cinque le province marchigiane, le università del territorio e numerosi sponsor privati. Il tutto per diciassette appuntamenti e più di 25 ospiti di rilevanza nazionale e internazionale. Come ogni anno il festival si muove dal nord al sud della regione, porta nelle Marche il meglio dell’intellighenzia dell’odierna scena pubblica, e mette in luce, in special modo, i numerosi intellettuali marchigiani affermati o emergenti.

Negli anni le presenze illustri non sono mancate, hanno partecipato al dialogo tra i generi personalità come Luisa Muraro, Elisabetta Rasy, Nadia Fusini, Nicla Vassallo, Emma Dante, Maria Rita Parsi, Gianna Schelotto, Luciana Castellina, Ginevra Bompiani, Lucia Tancredi, Massimo Recalcati, Lunetta Savino, Barbara Alberti e Giulio Giorello. E se il passato è stato illustre, anche quest'anno gli ospiti e il tema promettono di non deludere le aspettative.

Il fil rouge di questa edizione è l'Impossibile. Più che un filo conduttore, il tema della rassegna appare come un enigma o indovinello tanto caro ai miti classici. L'interrogativo di fondo sembra essere: chi osa sfidare l'Impossibile? Non tanto l’impossibile come divino, ma l’impossibile come muro umano e sistema impenetrabile che solo esseri dotati di intelligenza, astuzia, consapevolezza di sé e delle proprie capacità, profondità di pensiero e la larghezza e lunghezza di vedute riescono a scalfire, a fendere e a mutare a propria misura, per dimostrare che grandi donne e grandi uomini si può diventare, anche se ciò non sembra possibile.

Saranno Lucetta Scaraffia, Lucia Tancredi, Nadia Terranova, Caterina Serra, Francesca Serra, Loredana Lipperini, Teresa De Sio, Cristiano Godano, Erica Mou, i Wu Ming, Silvia Vegetti Finzi, Fulvio Abbate, Liliana Rampello, Diego Fusaro, Barbara Alberti, Nenella Impiglia, Lidia Ravera, Evelina Santangelo, Nadia Fusini a sfidarsi nel campo dell'Impossibile. Filosofe, scrittrici, artiste, musiciste, storiche e imprenditrici s’incontreranno guidate da un tema che appare più come una sfida che come inizio di un percorso, l’Impossibile nelle sue variegate declinazioni di ostacolo che nega l’essere, indesiderabile e incredibile, che porta donne e uomini a cominciare la propria storia di crescita e trasformazione, un rapporto simile a quello di Belinda con il Mostro, che Cristina Campo definì “una lunga, tenera, crudelissima lotta contro il Terrore, la Superstizione e il Giudizio secondo la carne e le Vane Nostalgie”.

Questo viaggio per fendere la negazione di sé in tutte le sue sfaccettature avrà inizio il 5 Luglio a Macerata, presso il Cortile di Palazzo Conventati, alle 18,30, dove saranno ospiti la torinese Lucetta Scaraffia, scrittrice, giornalista e professoressa di storia contemporanea alla Sapienza di Roma, che presenterà la sua ricerca filosofica e interiore sulla figura di Santa Rita da Cascia (“La santa degli impossibili”, ed. Vita e Pensiero 2014) attraverso una lectio magistralis sulla scommessa dell’impossibile, e Lucia Tancredi, marchigianissima di adozione, insegnante di letteratura italiana e scrittrice, che modererà l’incontro e intervisterà Lucetta Scaraffia.

La direttrice artistica di questa interessante rassegna è anche quest’anno Oriana Salvucci, che ha così illustrato la scelta del filo conduttore e dei variegati ospiti della rassegna:
"Quando tutto sembra perduto sono le donne a creare un ponte fra l'impossibile e il possibile. La meraviglia che provo ogni volta nel verificare questa profonda capacità delle donne di fessurare il muro dell'impossibile. I punti di debolezza diventano opportunità, le fratture diventano aperture, le crisi mutano in possibilità. Una sorta di miracolo laico dovuto alla genetica capacità di adattamento, all'adesione alla legge della sopravvivenza anche in condizioni difficili. Creare un pertugio, una fessura, ove sembra non esserci spazio, vedere un barlume nella notte più buia non sono un eccesso di immaginazione ma solamente l'essere portatrici di un altro punto di vista, di una visione differente, sicuramente dovuta a condizionamenti di carattere culturale e sociale, ma salvifica. É la rosa di Belinda in pieno inverno, e sul cammino dell'impossibile ci viene in soccorso Cristina Campo, sono sue tutte le citazioni che troverete sugli inviti. Sono come le briciole di Pollicino, indizi per non perdere la strada, perchè ognuno possa seguire il proprio desiderio, quella mancanza che ci spinge alla ricerca, quel quid che ci fa essere tutti, donne e uomini, dei desiderantes nel senso etimologico del termine. Ogni ospite di questa edizione può essere compreso e letto nell'oscillazione fra il desiderio e l'impossibile ed ognuno apre un diverso interrogativo.

É nell'ottica del desiderantes suscitare interrogativi più che trovare risposte. E vorrei concludere con Cristina Campo, intellettuale incompresa ma epifanica:
“Eppure amo il mio tempo perché è il tempo in cui tutto vien meno ed è forse, proprio per questo, il vero tempo della fiaba. E certo non intendo con questo l’era dei tappeti volanti e degli specchi magici, che l’uomo ha distrutto per sempre nell’atto di fabbricarli, ma l’era della bellezza in fuga, della grazia e del mistero sul punto di scomparire, come le apparizioni e i segni arcani della fiaba: tutto quello cui certi uomini non rinunziano mai, che tanto più li appassiona quanto più sembra perduto e dimenticato. Tutto ciò che si parte per ritrovare, sia pure a rischio della vita, come la rosa di Belinda in pieno inverno. Tutto ciò che di volta in volta si nasconde sotto spoglie più impenetrabili nel fondo di più orridi labirinti.”








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-07-2015 alle 15:30 sul giornale del 03 luglio 2015 - 783 letture

In questo articolo si parla di attualità, non a voce sola

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