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Ancona: false polizze fideiussorie per oltre 100 milioni di euro. Scovato a Londra promotore associazione criminale

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Londra

Scoperto giro di false polizze fideiussorie per oltre 100 milioni di euro. Scovato a Londra, in uno studio commerciale, uno dei promotori dell'associazione criminale. A mettere a segno l'operazione il Nucleo di Polizia Tributaria di Ancona.

E' stata messa a segno dal Nucleo di Polizia Tributaria di Ancona l'operazione "Veritas" che ha consentito di scoprire un giro di false polizze fideiussorie per oltre 100 milioni di euro, rilasciate a privati ed enti pubblici. L’attività, coordinata dalla Procura della Repubblica dorica, era stata avviata tempo fa quando una polizza fideiussoria falsa venne presentata da una società di servizi di Ancona ad un noto operatore della grande distribuzione.

E' così che le indagini svelavano poi una rete, radicata tra Italia e Inghilterra, per la diffusione di fideiussioni, in territorio nazionale ed estero, apparentemente emesse da istituti bancari di diritto inglese. Complessivamente sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria quattordici persone, delle quali sei per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla tentata e consumata truffa, nonché per i reati di esercizio abusivo dell’attività finanziaria, di falsità in scrittura privata e sostituzione di persona continuata, altre sei a titolo di concorso nei reati di truffa ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria ed ulteriori due per abusiva attività di mediazione finanziaria. Cinque di esse, di nazionalità italiana, sono state altresì destinatarie di un ordinanza di misura cautelare emessa dall’Autorità Giudiziaria dorica ed eseguita dal Nucleo di Polizia Tributaria di Ancona.

Di particolare gravità è il reato di truffa, realizzato attraverso l’emissione di 135 fideiussioni false, per un capitale fittiziamente garantito per 100.600.568 ed un ingiusto arricchimento, dato dai premi corrisposti dai contraenti, quantificato in € 673.320,00. Il complesso sistema criminale il sodalizio si era avvalso di siti internet civetta e servizi telefonici di deviazione delle chiamate apparentemente dirette all’estero nel regno unito, ma di fatto reindirizzate verso utenze italiane ed in tal modo si era impossessato dell’identità di istituti bancari realmente esistenti ma non più operativi.

Inoltre il gruppo aveva costituito in Inghilterra nuove compagini societarie, prive di capitale e garanzia e delle autorizzazioni rilasciate dall’Autorità di vigilanza. Nel corso delle indagini sono stati rinvenuti, tra l’altro, timbri riportanti le false denominazioni societarie, corrispondenza telematica da e verso la capitale inglese, gli originali delle false garanzie fideiussorie emesse. In pratica, a Londra, uno dei promotori dell’associazione criminale, operando all’interno di uno studio commerciale, curava gli aspetti burocratici per la costituzione delle società; in Italia, altri tre erano preposti alla collocazione delle false fideiussioni, tramite una fitta rete di mediatori, procacciatori e segnalatori, alcuni compiacenti nella condotta illecita.

Tramite il Comando Generale della Guardia di Finanza, Reparto Coordinamento Informativo e Relazioni Internazionali, coinvolta anche la City of London Police per i riscontri utili alle indagini. La maggior parte delle fideiussioni, in particolare, erano fornite da privati a garanzia di contratti di fornitura o di appalti pubblici di elevato valore economico. Gli enti pubblici quindi, in caso di inadempimento contrattuale del contraente, non avrebbero avuto nessuno strumento di tutela finanziaria, così da doversi fare carico dei conseguenti oneri, con inevitabile ricaduta sull’intera collettività.



Londra

Questo è un articolo pubblicato il 22-06-2015 alle 16:43 sul giornale del 23 giugno 2015 - 1247 letture