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comunicato stampa

Univpm si mobilita per "Grande Progetto Pompei" per salvare il sito archeologico

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Enrico Quagliarini, Stefano Lenci e Francesco Monni, fondatori di AhRTE Srl, Spin Off dell’Università Politecnica delle Marche, faranno parte del team guidato dall'Università di Bologna che si è visto affidare uno dei lotti del “Piano della Conoscenza” del “Grande Progetto Pompei”

Il “Piano della Conoscenza” è una delle linee di azione del “Grande Progetto Pompei”, messo a punto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con finanziamenti dalla Comunità Europea, per la tutela e il recupero di Pompei, uno dei più noti e importanti siti archeologici del mondo. Il Grande Progetto Pompei mira, infatti, al recupero dell’intero sito archeologico attraverso un programma di interventi di restauro e manutenzione programmata , basato sulla conoscenza effettiva dello stato di fatto attraverso una mappatura complessiva della città (che proprio a questo scopo è stata divisa in sei lotti) al fine di rilevare nel dettaglio il suo stato di conservazione e le sue vulnerabilità.

Il Dipartimento di “Storia culture e civiltà” dell’Università di Bologna si è aggiudicato il Lotto 3 del cantiere, presentandosi con un team multidisciplinare di specialisti del settore, che annoverava tra le sue fila anche il prezioso supporto dello spin off universitario AhRTE srl, nelle persone dei fondatori dello stesso: Enrico Quagliarini, Stefano Lenci, docenti dell’Università Politecnica delle Marche, e Francesco Monni, suo presidente, in qualità di esperti di lettura, analisi, meccanica e conservazione delle murature storiche.

Nel dettaglio, il complesso delle attività del cantiere prevedrà la realizzazione di una planimetria in scala 1:50 di tutta la città antica e l’analisi di ogni singola unità muraria in modo da creare un modello 3D di tutte le strutture architettoniche, la schedatura che ne registri l’esatto stato di degrado, l’effettuazione di scansioni laser tridimensionali dei principali complessi abitativi, prove non distruttive sui materiali e diagnosi strutturale dei vari edificati. Del gruppo faranno parte anche altri docenti e ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche (anche essi spesso collaboratori di AhRTE), nonché docenti del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali (DICAM) dell’Università di Bologna, del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Parma oltre a qualificati professionisti del settore del restauro dei beni culturali.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-06-2015 alle 10:44 sul giornale del 04 giugno 2015 - 879 letture