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La consulta nazionale dei piccoli comuni ospite di Anci Marche

3' di lettura 07/05/2015 - Il futuro dei Comuni dipenderà innanzitutto dall’atteggiamento e dalla misure che il Governo e le Regioni adotteranno nei nostri confronti a stretto giro e ci auguriamo possano segnare una svolta rispetto alle azioni intraprese fino ad ora.

Questo in sintesi è quanto è emerso dalla Consulta Nazionale dei Piccoli Comuni tenutasi ad Ancona. L'opportunità di realizzare alcuni incontri a livello territoriale si è reso necessario sia per raccogliere e sintetizzare le diverse istanze provenienti dagli Amministratori dei piccoli Comuni, creando momenti di confronto e raccordo tra i diversi livelli organizzativi e rappresentativi dell’Associazione, sia per offrire un supporto concreto, aggiornato e operativo nel difficile percorso delle Gestioni Associate, anche in vista di una possibile revisione della normativa.

Alla presenza di Massimo Castelli, Coordinatore Nazionale dei Piccoli Comuni e di Dimitri Tasso, Coordinatore Nazionale delle Unioni di Comuni/Gestioni Associate, Roberto De Angelis, Coordinatore regionale dei piccoli Comuni dell'ANCI Marche ha introdotto i temi della giornata. “La situazione nei Comuni diventa ogni giorno sempre più critica e fatichiamo a garantire anche i servizi minimi indispensabili – ha detto Massimo Castelli - ed è netta la sensazione di una mancanza di piena consapevolezza di queste situazione da parte del Governo e del Parlamento. Sono i Sindaci dei Comuni più piccoli quelli in maggiore difficoltà. E non potrebbe essere altrimenti considerati i loro bilanci strutturalmente molto rigidi e fortemente ingessati da una normazione non adeguata alla situazione”.

Dai piccoli Comuni arriva una pressante richiesta di aiuto, soprattutto su come proseguire nell’attività quotidiana a fronte delle spese incomprimibili, le sempre meno risorse disponibili, con i vincoli sul personale, con la progressiva chiusura di alcuni ed importanti servizi. In questi anni i Comuni hanno contribuito più di altre istituzioni al risanamento della finanza pubblica. Dal 2007 al 2014 i Comuni italiani hanno subito una stretta finanziaria di oltre 17 miliardi di euro a cui aggiungere nel 2015 un ulteriore sforzo, oramai insostenibile, di 1,5 miliardi di euro dalla spending review, che per le Marche, rispetto ai 236 Comuni, equivalgono a circa 37,5 milioni di euro (il 28% a carico dei piccoli Comuni) oltre gli obiettivi del patto di stabilità.

Tagli e vincoli che hanno portato nel quadriennio 2008-2012 ad una riduzione degli investimenti pari a circa il 30%. Tagli e vincoli aggravati dai rispettivi tagli applicati ai bilanci delle Regioni e delle Province e che ricadono tutti su di noi. Per non parlare della penalizzazione causata dall’introduzione dell’Imu agricola anche ai Comuni collinari o parzialmente montani, che per il 2014 ha comportato un recupero forzoso (ancora in corso) da parte dei Comuni marchigiani stimato in circa 6,2 milioni di euro e che per il 2015 corrisponde a circa 7,4 milioni di euro. Un recupero che va a colpire gran parte dei territori gestiti dai piccoli Comuni e che a sua volta si riverbera negativamente su coloro che coltivano la terra e che svolgono un ruolo fondamentale nel preservare il territorio e l’ambiente.

“Se ai tagli incisivi sommiamo anche le nuove regole di bilancio sempre più severe, rideterminare gli equilibri di bilancio per il 2015 sarà arduo per gran parte dei Comuni” – ha aggiunto De Angelis. “Da troppo tempo attendiamo risposte e fatti concreti: speriamo di avere prestissimo buone notizie”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-05-2015 alle 17:55 sul giornale del 08 maggio 2015 - 604 letture

In questo articolo si parla di attualità, Anci Marche

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