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Ancona: il presidente Ottavi (Confindustria Marche) ai candidati governatori: "Il nostro territorio deve tornare a crescere"

5' di lettura 07/05/2015 - "Secondo l'Unione Europea una base industriale forte è una condizione per la crescita e l'occupazione". Questo in sintesi è quanto ha chiesto, giovedì mattina, alla politica in rappresentanza degli industriali Nando Ottavi, presidente di Confindustria Marche. La video intervista.

"Noi crediamo che il nostro territorio possa diventare competitivo con altre regioni d'Italia e con l'Europa, ma per fare questo il nostro territorio deve crescere ora". Queste le parole annunciate da Nando Ottavi, presidente di Confindustria Marche, a margine dell'incontro con i candidati a governatori, ripercorrendo il documento "Idee e proposte per il nuovo Governo Regionale". Il ruolo dell'Industria in Europa - prosegue il documento si estende ben oltre l'attività manifatturiera ed abbraccia l'industria delle costruzioni, le materie prime e l'energia, i servizi alle imprese, i servizi ai consumatori ed il turismo. L'industria è all'origine di oltre l'80% delle esportazioni europee e delle attività di ricerca ed innovazione; dati che sottolineano che la sua importanza è molto maggiore di quella suggerita dalla quota del PIL. Circa un posto di lavoro su quattro nel settore privato appartiene all'industria e si tratta spesso di posti di lavoro altamente qualificati e ogni nuovo posto di lavoro creato nell'industria manifatturiera è all'origine di 0,5-2 posti di lavoro in altri settori.

E' così che Ottavi ha proposto alla politica un cambiamento radicale che permetta di valorizzare l'industria, ma soprattutto la ripresa dopo la crisi. "La politica regionale che chiediamo da sempre, oggi più di ieri, è che l'industria manifatturiera possa essere il motore". Il motore per la ripresa e per la crescita ha precisato ancora Ottavi. "Ritornare a produrre reddito - è quanto ha affermato Gian Mario Spacca di Marche 2020 e alleati - attraverso un grande patto dell’imprenditorialità in ogni settore, dalla manifattura alle professioni, dall’agricoltura al turismo, dalla finanza ai servizi. Di fronte al taglio drastico di risorse dello Stato nei confronti delle Regioni, è fondamentale guardare all’Europa, ai Fondi strutturali e al piano Junker. Grazie all’ottima gestione delle risorse europee nella passata programmazione, le Marche avranno per il 2014-2020 il 10% di risorse in più”.

Ciò che i confindustriali chiedono è una Regione più competitiva di stampo europeo, vista come cerniera tra Stato e Comuni, che vada verso la semplificazione con tanto di sburocratizzazione della macchina amministrativa che non da fiducia agli imprenditori, coloro che vorrebbero investire. Ma anche puntando ad un'azione sistematica di spending rewiev per la razionalizzazione della spesa. "Non possiamo risolvere la questione del debito pubblico aumentando la pressione fiscale" ha sottolineato Ottavi che chiede un ripensamento sull'Irap. Una imposta che Fabio Bottiglieri, intervenuto per il grillino Maggi ritiene sia una "imposta rapina" e nutre speranze di poter, in caso di una eventuale vittoria, sceglier l'assessore insieme a Confindustria. Il movimento 5 stelle ritiene inoltre possibile "aumentare l'accesso al microcredito per le imprese. Non far pagare le tasse alle start up e lasciare usufruire a queste ultime il patrimonio inutilizzato".

Si è parlato anche di fondi strutturali "condivisi" e non incanalati in "compartimenti stagni". Di incentivare la ricerca e l'innovazione che portino ad investimenti da parte degli imprenditori ormai sfiduciati, ma anche ragionare in termini di internazionalizzazione con un'apertura al mercato globale. Obiettivo finale è quello di aumentare il numero di esportatori verso l'estero. Ma soprattutto di creare un ente, privato e pubblico, che favorisca l'internazionalizzazione. Di valorizzare risorse umane e giovani come leve per lo sviluppo. "I miei interlocutori non saranno i singoli soggetti - ha precisato Luca Ceriscioli, candidato per il centrosinistra - ma chi rappresenta le categorie. Nel confronto nessuno si dovrà sentire una controparte ma tutti dovranno essere protagonisti di un percorso, ognuno facendo al meglio il proprio ruolo. Solo così si può tornare a crescere ed ottenere risultati a beneficio dell'intero sistema. Il primo welfare è il lavoro e tutelare chi produce e crea occupazione. In principio lavoriamo sul metodo e su quattro direttrici. Politiche di internazionalizzazione serie, unificare i confidi perche' serve un sistema che aiuti le imprese dove le banche non arrivano e che impieghi le risorse che ha a disposizione. Inoltre occorre mettere le risorse dove servono all'interno di una visione strategica per raggiungere determinati obiettivi. Poi la formazione, farla per creare competenze non sviluppate come sull'agenda digitale che va completata concretamente. Infine dobbiamo passare da una politica fatta di comunicazione e annunci ad una politica del fare, concreta, che semplifichi la vita a chi lavora e produce, che dia strumenti semplici ed efficaci e non metta ostacoli a chi ha idee e progetti da realizzare".

Di rivedere il sistema di accesso al credito. "Finanza e sistema creditizio in Italia ha fatto danni enormi - ha aggiunto Ottavi - e chiediamo ai candidati governatori di convolgere a riguardo tutte le categorie, compreso il sistema del Confidi". La Regione, dunque, come garante. "Necessario ampliare i meccanismi di garanzia sul credito - ha ribadito Carlo Ciccioli che nell'occasione ha sostituito Acquaroli colpito da un grave lutto - i consorzi Confidi fanno un grande lavoro, ma non basta".

La Regione dovrà anche realizzare la copertura della banda larga ed ultralarga. "Ancora un gap nelle Marche" per Ottavi. Così come necessario sarà il potenziamento ed il rilancio delle Infrastrutture rafforzando il ruolo strategico del Porto di Ancona con il mantenimento dell'Autorità Portuale, il potenziamento dei collegamenti con Porto-Aeroporto-Interporto anche in un contesto di macroregionale. E' essenziale, inoltre per gli industriali, la realizzazione in tempi brevi dell'Uscita ad ovest del Porto, il completamento della terza corsia dell'A14 e la quadrilatero e le direttissime (Civitanova-Foligno, Ancona-Perugia e la realizzazione della Fano-Grosseto e non solo. Utilizzando così i 7 miliardi di euro destinati alle Infrastrutture. Necessario anche lavorare sul risparmio energetico, senza troppi vincoli ed un'urbanistica migliore per un'edilizia che non soffre. E sul Turismo per valorizzare il patrimonio artistico.








Questo è un articolo pubblicato il 07-05-2015 alle 16:27 sul giornale del 08 maggio 2015 - 789 letture

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