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Ugl: 'Prysmian una sconfitta per il territorio'. Intanto gli operai torneranno a lavorare

2' di lettura 30/04/2015 - Torneranno al lavoro i 113 operai dello stabilimento Prysmian di Ascoli Piceno. Sarà così interrotto uno sciopero che andava avanti da febbraio.

La decisione è stata presa durante l'ultima assemlea e arriva subito dopo la definitiva decisione da parte della dirigenza dell'azienda di rinunciare ai 14 milioni di euro di finanzamenti europei pur di chiudere lo stabilimento. Una scelta alla quale ha fatto seguito la volontà di ricollocare negli altri stabilimenti italiani i dipendenti ascolani. Uno sciopero che si interrompe con l'intento di dimostrare i buoni propositi degli operai di avviare una trattativa sull'azienda riguardo al loro futuro.

Intanto il governo ha chiesto che si apra un confronto sul piano sociale e lavora per arrivare nelle prossime settimane a un accordo di programma per Ascoli con investimenti per la reindustrializzazione. La soluzione potrebbero essere due anni di cassa integrazione per chiusura e un programma di reindustrializzazione dello stabilimento.

Intanto UGL fa sentire la sua voce: ''A Roma al MISE è andata in scena una pantomima - fanno sapere in un comunicato - il Ministro a chiedere alla Prysmian di ripensare il suo piano di chiusura dello stabilimento di Ascoli Piceno e di programmare un nuovo incontro al MISE, a bocce ferme, la Prysmian a ribadire la sua intenzione di chiudere lo stabilimento di Ascoli Piceno, i Sindacati Nazionali a fare i freddi notai della certificazione di morte del nostro stabilimento. Siamo stati solo noi di Ascoli ed in primo luogo la RSU ad alzare forte la voce contro la chiusura dello stabilimento e la drammatica desertificazione industriale del Piceno''.

''La Regione Marche è stata addirittura assente, un’autentica vergogna - prosegue UGL - un atteggiamento inqualificabile. Lo abbiamo sempre sostenuto che le scelte della Prysmian di chiudere il sito produttivo di Ascoli Piceno, stabilimento produttivo e di conto economico in posizione migliore degli altri stabilimenti, aveva la motivazione di fondo nella debolezza delle nostre Istituzioni; ma mai avremmo immaginato che la Regione arrivasse al punto di essere addirittura assente al MISE, nel momento di scelte drammatiche del tessuto industriale ed occupazionale del Piceno''.


di Gabriele Ferretti
redazione@vivereascoli.it
 







Questo è un articolo pubblicato il 30-04-2015 alle 13:22 sul giornale del 02 maggio 2015 - 969 letture

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