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Jesi: convegno sui patrimoni sommersi, il grosso del rientro dei capitali da giugno

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A Jesi il convegno sui patrimoni sommersi e la voluntary disclosure

Patrimoni sommersi: conviene regolarizzare la propria posizione con il fisco. Entro il 2018 partiranno gli scambi automatici di informazioni finanziarie fra Stati.


Collaborare volontariamente con l’amministrazione fiscale tramite la voluntary disclosure per regolarizzare la propria posizione è una scelta conveniente, sia dal punto di vista economico sia per evitare di incorrere in reati penali, stante il tramonto del segreto bancario (Svizzera, Monaco, San Marino, ecc.) e l’introduzione del reato di autoriciclaggio per evasione fiscale. Inoltre, è l’ultima opportunità di aderire, prima che entro il 2018 partano gli scambi automatici di informazioni finanziarie fra Stati.

Sono alcuni degli aspetti emersi durante il convegno ‘Voluntary disclosure: il ruolo, dei professionisti e delle Fiduciarie’, promosso dal Consorzio di assistenza tecnica alle Fiduciarie italiane Asfid in collaborazione con la Banca Popolare di Ancona, tenutosi ieri a Jesi.

Di alto livello i relatori intervenuti, moderati da Agostino Cesaroni, dottore commercialista, presidente di Asfid Italia: Maria Adelaide Landolfi, Ufficio Centrale per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali dell’Agenzia delle Entrate (partecipava a titolo personale non impegnando l’Ente di appartenenza); Daniele Piva, professore associato di Diritto penale all’Università Roma Tre; Valerio Vico, dottore commercialista, presidente della Fiduciaria Marche.

Un altro aspetto emerso è che chi ha aderito a precedenti scudi fiscali non è necessario faccia la voluntary per gli stessi beni scudati, poiché la legge si applica a beni e patrimoni detenuti all’estero da contribuenti italiani e non dichiarati prima al fisco.

Chi poi usufruirà della voluntary disclosure tramite una fiduciaria, non solo regolarizzerà la propria posizione pagando le imposte dovute ma le sanzioni saranno nella misura minima prevista e potrà continuare a detenere le proprie attività all’estero, avendole dichiarate al fisco.

Ci si può avvalere della voluntary anche per regolare violazioni degli obblighi dichiarativi in materia di imposte sui redditi, imposta regionale sulle attività produttive e IVA, nonché quelle relative alla dichiarazione dei sostituti d’imposta.


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A Jesi il convegno sui patrimoni sommersi e la voluntary disclosure

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-04-2015 alle 21:59 sul giornale del 28 aprile 2015 - 1186 letture