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Sel sulla sanità, 'Conti a posto a costo di una riduzione del servizio. La Regione spinge verso la sanità privata'

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Le recenti notizie sul costante allungamento dei tempi d'attesa negli ospedali marchigiani sono solo l'ultimo sintomo di una chiara strategia della Regione Marche volta a sostituire la sanità pubblica con quella privata.

E l'introduzione di un ticket aggiuntivo fa si che per alcune prestazioni il cittadino si trovi a pagare di più per una visita presso un presidio pubblico che in una clinica privata.

Negli ultimi anni il presidente della Giunta regionale Spacca ha vantato il pareggio del bilancio della sanità regionale come un vanto, ponendo – almeno dal punto di vista contabile – le Marche fra le prime regioni d'Italia. Dimenticando però di evidenziare il caro prezzo pagato per questo risultato: la riduzione della qualità dei servizi, la chiusura di presidi ospedalieri pubblici come quello di Chiaravalle, la diminuzione dei livelli di assistenza e una sempre maggiore “incentivazione” a servirsi della sanità privata.

Un sistema complesso che in pochi anni ha portato ad un aumento del costo medio delle prestazioni tale che le fasce più deboli della popolazione sono spesso costrette a rinunciare a curarsi.

La spesa media per una prestazione sanitaria nelle Marche oggi è di circa 100 euro e l'inadeguatezza del servizio pubblico regionale è ormai evidente, come testimonia l'ormai cronico problema delle liste d'attesa: basti pensare che per una mammografia siamo a circa tre anni.

Per evitare i lunghissimi tempi d'attesa, il cittadino è costretto a ricorrere al Pronto soccorso, che spesso non può rispondere alle esigenze di cura.

Quindi dov'è oggi la prevenzione nelle Marche? E senza prevenzione quale qualità della vita avremo? Siamo destinati ad abbassare l'età media dell'aspettativa di vita?
Probabilmente si. Ma è un problema che riguarderà solamente le fasce più deboli della società: per chi potrà ricorrere a visite specialistiche a pagamento il problema non si pone.

Queste scelte operate dall'amministrazione Spacca stanno incidendo pesantemente sulla vita delle persone, regalando anni di vita felice in più a chi potrà pagare e destinando i meno abbienti ad un destino segnato prima del tempo. Uno scenario evitabile se solo si fosse voluto investire sulla prevenzione.

La tanto vantata “eccellenza della sanità marchigiana” è a costo della riduzione di servizi e assistenza.

Assistenza che però il presidente Spacca non fa mancare al solo territorio fabrianese, decentrando arbitrariamente quanti più centri di servizio possibile verso quel territorio, creando occupazione solo nel suo bacino elettorale, ma impoverendo la sanità del resto della Provincia.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-01-2015 alle 16:12 sul giornale del 17 gennaio 2015 - 877 letture