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Mozione dei Verdi in Regione per ripristinare la ferrovia Fano-Urbino

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Mozione Verdi ferrovia Fano-Urbino

Venerdì 16 gennaio i Verdi hanno presentato alla stampa una mozione con la quale impegnano la Giunta di Spacca a chiedere alle Ferrovie dello Stato la revoca di dismissione della tratta.

A cento anni dall'inaugurazione della ferrovia Fano-Urbino e a pochi mesi dalle elezioni regionali, il consigliere Adriano Cardogna, presidente del gruppo Verdi in Regione, ha esposto un documento con il quale intende chiedere la riapertura del linea in questione. Presenti all'incontro anche Gianluca Carrabs, Presidente onorario dei Verdi, Laura Scalbi, della commissione consiliare di Urbino per il ripristino della ferrovia e consigliere dei Verdi nella città ducale, Carlo Bellagamba, Presidente dell'associazione Ferrovia Valle Metauro.

In cosa consiste la mozione che, secondo le intenzioni di Cardogna, dovrà passare al vaglio del Presidente Solazzi prima di essere discussa e votata nelle prossime sedute del Consiglio Regionale? Nel documento si legge: 'Impegnare la Giunta regionale a chiedere alle Ferrovie dello Stato la revoca di dismissione della tratta contenuta nel decreto ministeriale numero 430 del 2011'.

L'intento è quello di chiedere il trasferimento gratuito della titolarità della tratta in capo alla Regione Marche, procedura che permetterebbe di ripristinare il tratto ferroviario tramite progetti di finanza tra pubblico e privato.

'Chiederò l'immediata discussione dell'argomentio al Presidente del Consiglio Regionale, Vittoriano Solazzi, per approvarla e inviarla in tempi stretti al Presidente del Consiglio e alle Ferrovie dello Stato - spiega Cardogna -. Parlare di trasporti significa parlare di cittadini che hanno la necessità di svolgere funzioni quotidiane quali gli spostamenti e che, come in questo caso, riguardano assetti che vanno oltre l'aspetto locale'

Carrabs, invece, parla di favorire l'unione e il riequilibrio territoriale fra entroterra e costa: 'Sia negli anni di Spacca che in quelli del governatore D'Ambrosio, si è sempre parlato di bilanciare e collegare montagna e mare ma nei fatti questo non è accaduto. La nostra mozione punta a questo obiettivo. Possiamo inserirci nella programmazione europea 2014-2020 usufruendo di risorse utili allo scopo'.

Nella città ducale, invece, ben sei consiglieri comunali e una commissione costituita ad hoc stanno portando avanti l'intero progetto. Precise le parole della Scalbi: 'Urbino ha perso l'occasione di diventare Capitale Europea della Cultura perché non ha una ferrovia. L'indotto culturale e turistico che può scaturire dalla riattivazione della Fano-Urbino non è da sottovalutare. Invito tutti i Comuni limitrofi a partecipare al nostro progetto'.

La parola, per ultimo, a Carlo Bellagamba, già presidente dell'associazione Ferrovia Valle Metauro: 'Pensate all'esempio del Trentino e delle loro ferrovie turistiche, con ben 21 milioni di euro ricavati dai tre milioni di turisti che ne hanno usufruito. Noi vogliamo collaborare con tutte le persone intelligenti e favorevoli alla riapertura della Fano-Urbino, siamo aperti al dialogo con tutti i partiti che vogliono la nostra stessa cosa'. Parlando di costi e di spese, Bellagamba precisa che non servono i permessi per una nuova linea: quella esistente è funzionante e costruire le opere necessarie all'ammodernamento costerebbe circa 40 milioni di euro, 'cifra che può essere ricavate dai contratti con i privati'.

Quella dei Verdi è solo l'ultima di una lunga serie di mozioni, interrogazioni e altri atti politici chiesti a gran voce da esponenti locali e regionali che negli anni si sono impegnati per la riattivazione della Fano-Urbino. Sicuramente un bene per ripartire dal turismo culturale.

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... Mozione Verdi ferrovia Fano-Urbino
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Mozione Verdi ferrovia Fano-Urbino

Questo è un articolo pubblicato il 16-01-2015 alle 12:15 sul giornale del 17 gennaio 2015 - 1230 letture