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Jesi: incendio al Palascherma, lo sdegno di cittadini ed autorità

2' di lettura 16/12/2014 - L'episodio accaduto lunedì notte, quando ignoti hanno incendiato l'archivio e messo a soqquadro gli uffici del Palascherma, ha diffuso sdegno per il gesto compiuto contro il 'tempio della scherma' che solo tre giorni fa ha ospitato le autorità del Coni nazionale e tanti sportivi per la consegna del prestigioso collare d'oro.

Nell'incendio è stato danneggiato l'archivio e i danni hanno interessato mobili e quanto contenuto nell'ufficio adibito alla segreteria del Club Scherma. Fortunatamente non sono stati registrati danni alle attrezzature sportive o alle pedane.

Anche il Presidente federale del Coni, che sabato scorso era intervenuto alla cerimonia di consegna del collare d'oro, Giorgio Scarso, a nome del Consiglio federale e dell'intera Federazione Italiana Scherma, ha espresso "vicinanza e solidarietà ai dirigenti, tecnici ed atleti del Club Scherma Jesi assicurando eventuale supporto e sostegno necessario per la normale ripresa dell'attività".

Parole di sdegno dal presidente del Coni Marche, anche lui presente sabato scorso tra le pedane del Palascherma: "Un atto vile che colpisce un luogo simbolo della città, non solo per il mondo dello sport, ma per l’intera comunità locale ed internazionale", afferma Fabio Sturani.

Sdegno da parte dell'assessore allo sport Ugo Coltorti, manifestato tramite il social network, e solidarietà anche dalla Vallesina. Solidarietà che il vice sindaco di Castelbellino, Massimo Costarelli esprime così: "Dar fuoco al Palascherma di Jesi è come profanare un tempio epico. Anche le imprese olimpiche, le tradizioni sportive, la crescita sportiva, fanno parte della cultura di un Paese. Facciamo di tutto per diventare più poveri...questa è l'altra crisi. Da amministratore della Vallesina esprimo la mia solidarietà all'intera comunità jesina per l'affronto vigliacco".

E intanto la scia di furti e rapine di queste ultime settimane convince ancora di più l'amministrazione sulla scelta ed i cittadini sulla opportunità di applicare una misura almeno in parte contenitiva, un deterrente a delinquere: l'installazione di telecamere.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it







Questo è un articolo pubblicato il 16-12-2014 alle 15:57 sul giornale del 17 dicembre 2014 - 804 letture

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