Imu sui terreni agricoli: Malaspina scrive alla Commissione Politiche Agricole

Maura Malaspina 3' di lettura 03/12/2014 - L’assessore all’Agricoltura Maura Malaspina ha scritto oggi al coordinatore nazionale della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni Fabrizio Nardoni, per porre all’attenzione di tutti i colleghi assessori “la gravissima problematica dell’introduzione dell’IMU sulla quasi totalità dei terreni agricoli finora esenti e che avrà ripercussioni nefaste sull’agricoltura tutta”.

“L'individuazione delle aree esenti – spiega Malaspina nella missiva - doveva arrivare con un apposito decreto, e nella sua attesa si faceva riferimento all’elenco dei Comuni allegato alla circolare n. 9/93 (prevista per l'Ici). In questi giorni, tuttavia, è stato predisposto, come previsto dall'art. 22 comma 2 del d.l. 66/2014, un decreto che riduce drasticamente l'elenco dei Comuni esentati. Tale decreto è stato pubblicato il 1° dicembre 2014 sul sito internet del Mef, stabilendo che sono esenti dall'Imu i terreni agricoli dei comuni ubicati ad un'altitudine superiore a 600 metri (quindi da 601 metri in poi), individuati sulla base dell'"Elenco comuni italiani" pubblicato sul sito internet dell'istituto nazionale di statistica (ISTAT). Sono altresì esenti dall'Imu anche i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, dei comuni ubicati ad un'altitudine compresa tra 281 e 600 metri, individuati sulla base dello stesso elenco sopra citato.

L'esenzione si applica anche ai terreni concessi in comodato oppure in affitto ai coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola. Per tutti i terreni ubicati in comuni diversi sussiste l'obbligo di pagamento dell'Imu a partire dal 1° gennaio 2014. Il versamento dovrà essere effettuato in un'unica soluzione entro il 16 dicembre 2014. Tale provvedimento è inaccettabile e non tiene conto dell’impatto drammatico su un settore strategico e primario com’è quello dell’agricoltura, soggetto già al doppio rischio del mercato e delle condizioni climatiche e che ora si vede appesantita da un fardello fiscale . Questo decreto stroncherà gli sforzi fatti finora dai nostri imprenditori agricoli ed ogni accenno di ripresa del settore, inoltre con ogni probabilità renderà improduttivi i Piani di Sviluppo Rurale 2014-2020 faticosamente costruiti dalle Regioni insieme ai territori e alle organizzazioni di categoria. Siamo impegnati tutti con le rendicontazioni del vecchio PSR e sappiamo bene quanti sforzi stiamo operando per utilizzare al meglio i fondi europei, per non perdere occasioni e risorse importanti. Inoltre anche l’ANCI ha espresso chiaramente la sua contrarietà e, come molti di noi, sono in stretto contatto col Presidente Anci Regionale, il quale si è anch’egli attivato per scongiurare questa nuova “tassa”.

Pertanto sono a richiedere con urgenza alla prima Commissione Politiche Agricole di inserire la discussione sul Decreto Interministeriale del 28.11.14 per valutare le varie esigenze delle diverse realtà regionali e giungere ad una posizione comune con l’obiettivo di chiedere al presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e Finanze, al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e al Ministro dell’Interno di modificare il decreto in oggetto in modo da sancire l’esclusione dei comuni che finora hanno legittimamente tenuto indenni i terreni agricoli da ulteriori tassazioni”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-12-2014 alle 19:41 sul giornale del 04 dicembre 2014 - 1234 letture

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