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Regionali 2015, Fioretti: 'Il percorso politico ha bisogno di massima chiarezza e rapidità di azione'

Gianluca Fioretti 4' di lettura 16/10/2014 - Dopo il lusinghiero risultato della “campagna di ascolto”, con decine di incontri dove il Partito Democratico delle Marche ha battuto l’intero territorio, incontrando e confrontandosi con cittadini e iscritti e vista l'unità nel partito, sancita con i nuovi ingressi in Direzione regionale che gettano alle definitivamente alle spalle la stagione congressuale, il percorso politico verso le prossime elezioni regionali ha ora bisogno di massima chiarezza e rapidità di azione.

Dai territori arriva forte la richiesta di una nuova stagione di governo, il che significa una chiara discontinuità, nei contenuti e nei metodi, con l'esperienza delle due ultime legislature.

Occorrono

Un programma forte, chiaramente riconducibile ai Valori fondanti del centrosinistra e condiviso con quei “mondi” (associazionismo, volontariato etc.) che vi si riconoscono.

Un forte, concreto e lungimirante nuovo modello di sviluppo, perché la Comunità marchigiana ha urgente bisogno di un governo capace di “ripensare” il governo del nostro Territorio, slacciandone la gestione dalla logica delle manutenzioni ordinarie e degli interventi emergenziali, e dove il Paesaggio diventi il vero protagonista dell'azione di sviluppo, attraverso politiche di riconversione sostenibile delle produzioni.

Un pensiero nuovo, una “revisione delle idee” utile a declinare termini come “resilienza” e riconversione sostenibile in proposte e progetti concreti, tenendo conto dei futuri scenari economici, dei cambiamenti climatici e delle speranze ed aspirazioni dei giovani e delle famiglie.

Un cambio di paradigma. Le Marche sono note per essere la regione “più vecchia d’Italia”: se questo dato rappresenta un indice di qualità della vita e di tenuta del nostro tessuto sociale, se elevato a paradigma del buongoverno, esso rischia di diventare un freno alle speranze ed alle aspettative dei giovani marchigiani: qualità di vita è infatti anche la possibilità concreta, per le giovani generazioni, di programmare un futuro migliore: questo deve essere il nuovo paradigma per la Regione di domani.

La chiarezza nelle alleanze, da costituire solo con forze riconducibili all'ambito del centrosinistra e dentro il perimetro programmatico individuato, abbandonando al proprio destino ogni manifestazione di trasformismo politico.

Questo progetto deve essere pensato e condotto da una Guida della regione capace, competente ed includente, in netta rottura con un passato troppo spesso caratterizzato da una gestione dirigistica, fortemente personalistica, che negli ultimi dieci anni ha sostenuto un “modello marchigiano” che, di fatto, non esiste più.

Questo progetto deve essere rappresentato in modo chiaro, netto, pulito, trasparente. Con coerenza. Il PD marchigiano possiede i numeri per assumersi il ruolo di punto di riferimento politico, culturale e progettuale.

Questo progetto deve essere guidato da un candidato in possesso di un profilo riconoscibile da tutta la comunità marchigiana e non più solo dalla classe politica, ormai troppo autoreferenziale, che sappia essere punto di riferimento per ogni territorio della Regione e soddisfi davvero le aspettative dell'elettorato marchigiano di centro-sinistra; un candidato in grado di proporre in maniera credibile programmi condivisibili dal PD e non solo, con la capacità di progettualità, di visione, con le competenze necessarie a garantire l'attuazione di un progetto di rilancio che sia comunque legato alle tematiche della Sostenibilità economica ed ecologica dei Territori, e del futuro occupazionale dei giovani.

In sintesi

Più Governo e più Politica, dunque, alla base delle decisioni, per rappresentare un netto spartiacque, DAVVERO quel “cambiamento” che i nostri iscritti, gli elettori, i cittadini si aspettano dal PD marchigiano.

Ad oggi appare improbabile individuare una “candidatura unitaria” a tavolino: una figura in grado di guidare la Regione in questo momento così complesso e con queste caratteristiche, queste competenze e queste “visioni concrete”, può essere individuato e legittimato solo attraverso lo strumento previsto dai regolamenti statutari: le Primarie. Siano esse di partito o di coalizione. Primarie, quindi, da istituirsi il prima possibile, attraverso il rapidissimo avvio delle relative procedure e la stesura dei regolamenti.

Il PD delle Marche ha la forza, politica e nei numeri, per assumersi tale responsabilità, ma è giunta l’ora di passare ai fatti, di stringere i tempi ed incamminarci insieme verso la prossima Regione Marche, da disegnare negli scenari, concreti e sostenibili, dei prossimi dieci-venti anni.


   

da Segreteria regionale PD Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-10-2014 alle 17:32 sul giornale del 17 ottobre 2014 - 1457 letture

In questo articolo si parla di regione marche, politica, partito democratico, pd, gianluca fioretti, Segreteria regionale PD Marche

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