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Grottammare: 'Casa di Alice', intervista al genitore di due gemelli 'assistiti' nel centro

Casa di Alice Grottammare 3' di lettura 04/08/2014 - Quello relativo agli arresti avvenuti alla Casa di Alice di Grottammare è un episodio che ha scosso, turbato, sconcertato e fatto arrabbiare moltissima gente non solo a San Benedetto e nel circondario, visto che gli eventi sono balzati alle cronache nazionali con i telegiornali che proponevano le immagini dei presunti maltrattamenti inflitti ai ragazzi ospiti della struttura.

Abbiamo chiesto a un diretto interessato, Pompeo Cecere padre di due gemelli che dal 2008, quando i ragazzi avevano 10 anni, sono assistiti proprio alla struttura ora nell’occhio del ciclone, come sta vivendo la difficile situazione attuale.

Signor Cecere, tre settimane fa i fatti relativi alla Casa di Alice sono divenuti di dominio pubblico. Quali sono le sue sensazioni a distanza di un po’ più di tempo?
" Purtroppo ci sono molte altre cose che succedevano in quella 'casa degli orrori' ci siamo affidati ad un legale per costituirci parte civile e confidiamo che la magistratura dia pene esemplari per quelle persone ignobili. Questo lo dobbiamo ai nostri figli che non hanno scelto autonomamente di entrare in quella casa degli orrori ma ce li abbiamo accompagnato noi genitori. Credo che dopo i fatti successi nulla possa più tornare come prima, io e mia moglie abbiamo gli incubi di notte ci svegliamo di soprassalto abbracciamo forte i ragazzi e ci assicuriamo che stiano con noi. La sensazione nell'immediato e' un senso di impotenza come se ti fosse cascata una montagna addosso e tu non potevi far nulla , poi piano piano col passare dei giorni almeno io sono riuscito ad essere un po’ più lucido e fare quei passi necessari anche per far venir fuori dei maltrattamenti degli anni scorsi quando le telecamere dei carabinieri ancora non c'erano."

Come sta sopperendo ora per i suoi due ragazzi alla situazione attuale ?
" Per una settimana i ragazzi sono rimasti a casa con noi genitori poi li abbiamo riportati li in quella struttura ma solo per pochi giorni, fino all' 8 di Agosto giorno in cui chiude il centro. Alla riapertura il 20 agosto li inseriamo in un altro centro diurno sito in provincia di Ascoli molto piu funzionale come struttura . Giusto il tempo di sbrigare qualche pratica burocratica con l'Asur per il trasferimento dei ragazzi."

Che difficoltà ci sono per trovare strutture adeguate?
" Non è facile trovare il posto giusto, fortunatamente noi siamo stati aiutati dall'assessore Massimo Narcisi (comune di Monsampolo del Tronto n.d.r.) che ci e' stato molto vicino in questa brutta esperienza e abbiamo trovato un altro centro vicino ad Ascoli molto più funzionale. "

Non è facile comprendere l’autismo esternamente; quali sono i problemi maggiori per chi vive ogni giorno questa condizione?
" Capire cosa significa l'autismo non e' semplice, io e mia moglie conviviamo da 17 anni con due gemelli con questo tipo di problemi. Per capire ci devi vivere ti condiziona in tutto la vita, le tue scelte quotidiane sono sempre secondarie per fare in modo che possano stare tranquilli i ragazzi. A volte ti devi immedesimare nei loro pensieri cercare di tirar fuori loro quello che hanno dentro perché loro non sono spontanei".


   

di Roberto Guidotti  
redazione@viveresanbenedetto.it





Questa è un'intervista pubblicata il 04-08-2014 alle 17:05 sul giornale del 05 agosto 2014 - 1356 letture

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