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comunicato stampa

Mostra 'Da Giotto a Gentile', inaugurazione il 25 luglio

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La mostra segna la scoperta della scuola fabrianese che culmina con Gentile da Fabriano. Più di 100 opere tra capolavori di maestri tutti da scoprire come il Maestro di Campodonico e il Maestro dei Magi e geni pittorici come Giotto, Gentile, Pietro Lorenzetti e molti altri. Una mostra che cambia l'approccio e la percezione della storia dell'arte tra Due e Trecento e amplia la visione della cultura artistica marchigiana.

Le Marche, e Fabriano in particolare, tornano protagoniste di primo piano nel panorama italiano della cultura e delle grandi mostre con da GIOTTO a GENTILE pittura e scultura a Fabriano fra Due e Trecento a cura di Vittorio Sgarbi .
Un'iniziativa che accende i riflettori su uno smisurato patrimonio artistico in gran parte “sommerso” e inscindibile dal contesto paesaggistico e ambientale di straordinaria bellezza.
Ad ospitare la mostra FABRIANO, un deposito vasto e inestimabile di capolavori artistici medievali in gran parte poco noti, che ne accrescono il fascino riservato.

Una mostra di raffinata suggestione e impatto, ulteriormente sottolineati dagli itinerari lungo il percorso urbano e nel territorio circostante tra antiche abbazie, eremi, pievi e monasteri sparsi nelle vallate appenniniche tra Marche ed Umbria, luoghi un tempo frequentati proprio da quelle maestranze che diffondevano il nuovo idioma giottesco.
Uno scenario quasi segreto nel quale si iscrive una mostra preziosa, occasione imperdibile per ammirare pale d'altare, sculture lignee dipinte e affreschi della lunga stagione gotica.


'Da Giotto a Gentile' è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, con il sostegno della Fondazione Veneto Banca e del Comune di Fabriano, in collaborazione con la Regione Marche, la Soprintendenza Beni Storici Artisci ed Etnoantropologici delle Marche di Urbino, la Soprintendenza Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria e la Diocesi di Fabriano-Matelica. La mostra si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

La mostra vede presenti nel Comitato Scientifico illustri studiosi come Mina Gregori, Antonio Paolucci, Maria Rosaria Valazzi, Angelo Tartuferi, Alessandro Marchi, Elvio Lunghi e Giampiero Donnini, Fabio De Chirico oltre a Vittorio Sgarbi che lo presiede.
Il catalogo, edito da Mandragora, è curato da Vittorio Sgarbi insieme a Giampiero Donnini e Stefano Papetti responsabile anche dell'allestimento con Liana Lippi, direttore e coordinatore dell'evento.

La mostra, che si aprirà al pubblico il 26 luglio e sarà ospitata presso la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli e in tre splendide chiese del circuito urbano, espone oltre 100 opere tra cui oltre a dipinti, pale d'altare, tavole, affreschi staccati, anche sculture, oreficerie rarissime, miniature, manoscritti, codici. Opere delicate e preziose, concesse in prestito dai più prestigiosi musei italiani e stranieri.

Di seguito gli interventi dei presenti in Regione Marche:

VITTORIO SGARBI

Oltre a Giotto, che io stesso ho fortemente voluto, il ricco percorso comprende anche nomi come Francescuccio Ghissi e Allegretto Nuzi, tanto per citarne alcuni. Fra gli artisti più conosciuti, inoltre, ne spiccano altri meno conosciuti ma che in questa mostra, finalmente, vengono meritamente riscoperti per il loro grande valore. Mi riferisco al Maestro di Campodonico. Il peso dei "suoi" corpi si avvicina moltissimo a quello di Giotto e Gentile"
Il vero cuore dell'arte moderna è qui, a Fabriano, dove grandi artisti hanno lasciato opere straordinarie".
Da una mostra importante, e filologicamente ponderata, come questa, dal titolo tanto ambizioso, quanto preciso, ci aspetta una parola definitiva su una questione cruciale che, da Giotto, oltre a una Scuola Umbra e a una Scuola Riminese, entrambe conclamate e definite, esca una altrettanto significativa Scuola Marchigiana, e in particolare fabrianese, del XIV secolo, dai confini ben definiti.
Dopo questo grande evento finalmente nei libri della storia dell'arte troverà spazio anche la scuola di Fabriano".

GIANCARLO SAGRAMOLA

L' Amministrazione Comunale ha fortemente voluto questa mostra che ha il duplice merito di presentare un'esposizione fortemente radicata nel territorio, grazie ad itinerari allargati ad altri monumenti cittadini e luoghi della cultura locali e, al contempo, di proporre un nuovo percorso espositivo per la Pinacoteca che consente di apprezzarne le opere più significative in un allestimento diverso dal consueto, ma ugualmente suggestivo e interessante.
Ne scaturirà sicuramente un evento che incontrerà il favore sia del grande pubblico che degli appassionati d’arte, contribuendo alla nascita di quella che tutti quanti auspichiamo possa essere una nuova “fioritura” per la Città di Fabriano.
Un grande ringraziamento quindi alla Fondazione Carifac ed a tutta la macchina organizzativa della mostra guidata da Vittorio Sgarbi e dai suoi collaboratori.

GUIDO PAPIRI

La Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana è da sempre impegnata nel settore dell’arte e della cultura coniugati a favore dello sviluppo del territorio. Lo è tanto più in questo momento in cui occorre ripensare e rilanciare la nostra economia. La Mostra vuole costituire un momento di grande richiamo per la conoscenza della città e del suo ricco potenziale in parte ancora inespresso. “Da Giotto a Gentile” è un’occasione per tutto il territorio che non vuole rimanere isolato, ma anzi, che desidera impegnarsi intraprendendo con entusiasmo questo percorso. La Mostra ci consente di presentarci sul panorama internazionale sotto una nuova veste.

STEFANO PAPETTI

La mostra DA GIOTTO A GENTILE rappresenta un'occasione imperdibile per conoscere le radici della civiltà occidentale.
Da Fabriano, sul finire del XIII secolo ha avuto inizio quel processo di trasformazione economica, sociale e religiosa che ha dato origine alla civiltà dell'Occidente cristiano: l' incontro fra il pauperismo francescano e l'operosità benedettina, testimoniato da eremi e monasteri urbani diffusi in tutto il territorio, la capacità manifatturiera legata alla produzione della carta, che da Fabriano si diffonde in tutta l'Europa rinnovando i processi di divulgazione delle istanze culturali, e la rivoluzione figurativa che, grazie all'attività di Giotto, dal cantiere assisiate si propaga rapidamente anche nel fabrianese, danno origine ad una congiuntura di eventi che fanno del territorio preso in esame dalla mostra l'epicentro di un rinnovamento epocale.
La pittura e la scultura testimoniano a livello altissimo la centralità del fabrianese nel processo di trasformazione del linguaggio figurativo verso nuove forme ormai completamente svincolate dalla tradizione orientale: personalità eccelse, come quella dell'anonimo Maestro di Campodonico, sono in grado di dialogare da pari a pari con i pittori fiorentini e senesi del Trecento.

MARIA ROSARIA VALAZZI

La particolarità dell'arte nelle Marche sta proprio nel suo essere 'costituzionalmente' di confine. Questa è una mostra particolarmente affascinante perchè esamina un periodo non noto se non agli specialisti e indaga propro su un'arte di confine che ha espresso grandi personalità.

MAURIZIO BENVENUTO

La Fondazione Veneto Banca ha voluto essere fortemente al fianco della Fondazione Carifac in questo progetto, importante per accrescere ulteriormente la notorietà di Fabriano, ma anche per mettere in moto tutta una serie di effetti positivi in termini economici, occupazionali e turistici. Si tratta di una collaborazione imponente in termini economici, che apre un ambizioso percorso condiviso di presenza e attenzione sul territorio tra Fondazione Veneto Banca e Fondazione Carifac. Come banca di territorio è nostra finalità sostenere il territorio anche oltre l’attività bancaria caratteristica, supportando le realtà e gli eventi che fungono da volano per il tessuto sociale ed economico delle nostre comunità. La mostra curata da Sgarbi ne è un esempio, cui se ne aggiungono altri grandi e piccoli, che nascono dal dialogo costante con le Istituzioni e la società civile”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-07-2014 alle 16:54 sul giornale del 23 luglio 2014 - 864 letture