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comunicato stampa

No tax zone, Sartini (Confesercenti Marche) scrive a tutti i sindaci delle Marche: 'Imitate le scelte coraggiose di Jesie Pesaro'

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Ilva Sartini

La redazione riceve e pubblica la lettera che Confersercenti Marche, nella persona del direttore regionale Ilva Sartini, ha indirizzato ai Sindaci delle Marche per invitarli a fare proprie le iniziative di Jesi e Pesaro per il rilancio dell'economia e dei centri urbani.



Prendo spunto dai coraggiosi e quanto mai importanti provvedimenti del Comune di Pesaro “No tax Area” e del Comune di Jesi “No tax Zone”, grazie ai quali le nuove imprese che si insedieranno nelle due città potranno godere di esenzione da tutti i tributi comunali per i primi tre anni. per rivolgere un appello a tutti gli amministratori marchigiani e chiedere loro la più grande attenzione ai problemi delle piccole e piccolissime imprese in particolare quelle commerciali ovunque insediate, sia nei centri storici che nei quartieri.

La recentissima assemblea nazionale di Confesercenti ci ha offerto uno spaccato impietoso della situazione del commercio: in seguito alla crisi del mercato interno, infatti, nel biennio 2012 2013 la spesa per acquisti delle famiglie è calata di 28 miliardi e mezzo, con una conseguenza devastante su PIL ed occupazione. Anche le Marche vivono tutta la drammaticità di questa situazione, tanto che i saldi fra aperture e chiusure dei negozi sono ancora negativi, la disoccupazione negli ultimi anni è triplicata e quella giovanile è arrivata al 36%.

Per questo non vanno sottovalutati gli interventi del Governo, a partire dal bonus di 80 euro: il bonus ridarà fiducia ed aiuterà il rilancio della spesa delle famiglie. Confesercenti prevede una crescita dei consumi di 3,1 miliardi nel 2014 e 5,1 nel 2015: serviranno a dare ossigeno, se ne potrà avere un effetto ancora maggiore se verranno – come auspichiamo – estesi a pensionati e lavoratori autonomi; tuttavia non basteranno a fermare la moria dei negozi e la sofferenza di quelli che restano aperti.

Dall’assemblea è venuta forte la richiesta di altri provvedimenti urgenti per far riprendere l’economia e salvare le PMI: in particolare meno tasse per favorire maggiori investimenti, più credito che è in calo continuo ormai da 25 mesi,minor spesa pubblica, minor burocrazia, lotta all’abusivismo,rilancio dell’occupazione. Occorre però che ognuno faccia la sua parte e che dunque si operi anche un taglio deciso alle imposte locali.

L’eccesso di prelievo in Italia è figlio di una spesa pubblica tracimante, causata anche dalla riforma del Titolo V che ha dato il via libera a 23 mila centri di spesa: ed allora anche a livello periferico bisogna procedere con maggior decisione ad accorpamenti dei servizi, chiusure di Enti derivati e società.

Non è cioè sufficiente a salvare le imprese il pur indispensabile e radicale intervento a livello centrale: qualche esempio è illuminante: fra IMU e Ici sui beni strumentali il prelievo 2013 è stato di 6,9 miliardi; nel 2014 potrebbe toccare gli 8,5; nel 1990 le imposte locali assorbivano l’equivalente di 8 giorni di lavoro; nel 2013 26 giorni e cioè sono più che quadruplicate. Dal 2009 al 2013 il prelievo locale è cresciuto di circa 20 miliardi; quello centrale di 14 miliardi: 34 miliardi in meno per redditi, investimenti e consumi.

Chiediamo, allora, a tutti i livelli, un nuovo Patto Fiscale che preveda, per i prossimi 5 anni, la restituzione di 10 miliardi l’anno a cittadini e imprese.

Ci sono, come dicevo sopra, segnali importanti: a livello centrale dagli 80 euro al mese a 10.000 di cittadini, da estendere a pensionati ed autonomi; al taglio del costo del denaro da parte della BCE, alla promessa di semplificazioni.

A livello locale l’esempio del pacchetto già citato “riparti Pesaro” quale impegno alla “no tax area” e cioè alla esclusione da tutte le tasse comunali alle nuove imprese x tre anni. Molti Comuni devono ancora approvare i bilanci: questo ed analoghi provvedimenti, che possono e ridare fiducia e favorire nuova occupazione nel lavoro autonomo - spesso unica chance per l’occupazione giovanile o per il rientro di lavoratori over 45 espulsi dall’industria – chiediamo vengano adottati in tutte le città e i paesi delle Marche, sull’esempio dei Comuni di Pesaro e Jesi a cui va il nostro plauso per aver deciso di promuovere un intervento così importante per la ripresa del tessuto economico.

Abbiamo letto che Pesaro finalmente raccogliendo anche le sollecitazioni delle associazioni si impegna anche a trovare modalità di sgravio per le attività già presenti nel territorio, siamo certi che lo farà anche Jesi e invitiamo tutti i Comuni marchigiani a fare propria questa prospettiva innovativa per il rilancio delle attività economiche della propria città.

Confesercenti Marche
Il Direttore Regionale Ilva Sartini



Ilva Sartini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-07-2014 alle 17:50 sul giornale del 19 luglio 2014 - 1022 letture