counter
SEI IN > VIVERE MARCHE > ATTUALITA'
articolo

Stato di emergenza: sms tra Mangialardi e Renzi. A Senigallia 4.4 milioni

4' di lettura
1983

maurizio mangialardi

Dieci milioni di euro per le Marche colpite dall'alluvione del 4 maggio di cui gran parte saranno destinati a risollevare le sorti di Senigallia, la città più colpita dalla calamità che ha registrato anche tre vittime. Una notizia suggellata da uno scambio di sms tra Mangialardi e Renzi.

“Ti ringrazio a nome di tutta la comunità per quello che avete fatto” -ha scritto ieri sera il sindaco al premier. Immediata, dopo appena tre minuti, la risposta di Renzi. “Gli impegni sono impegni e abbiamo mantenuto la parola data”. Il riconoscimento dello Stato di Emergenza varato lunedì sera dal Consiglio dei Ministri apre le porte non solo al sostegno economico da parte del Governo ma anche e soprattutto sblocca tutte quelle “promesse” di contributi annunciate subito dopo il cataclisma dalla Regione Marche, dalle Fondazioni e dalle associazioni. Per sbloccare infatti iniziative di sostegno economico, come l'ampliamento del fondo di garanzia per le imprese colpite dall'alluvione deciso dalla Giunta Regionale o come i 500 mila euro donati dalla Cariverona, era fondamentale l'applicazione dello stato di emergenza. Un decreto, promesso dal premier Matteo Renzi durante la sua visita in città all'indomani dell'alluvione, arrivato a tempo di record.

“Ringraziamo il presidente del Consiglio e tutti i ministri, in particolare Galletti e il sottosegretario del Rio con cui siamo sempre stati in contatto perchè le loro visite sui luoghi dell'alluvione non sono state passerelle politiche ma impegni cui hanno fatto seguito i fatti -commenta il sindaco Maurizio Mangialardi- Oggi diamo lo Stato di Emergenza come acquisito ma non era un provvedimento scontato perchè il fondo nazionale per le emergenze era completamente svuotato e perchè noi eravamo in coda rispetto ad altre calamità verificatesi dal 2013 fino all'inizio del 2014. C'è stato un filo diretto con la Regione Marche e con i parlamentari marchigiani che è stato determinante. La senatrice Silvana Amati, referente per il Parlamento, è stata determinante”.

Il riconoscimento dello stato di emergenza alle Marche per l'alluvione del 3 maggio comporta il trasferimento immediato di 10 milioni di euro che la Regione provvederà a redistribuire ai comuni colpiti. Soldi che serviranno a coprire le spese sostenute dagli enti per gli “interventi di prima emergenza” e che per Senigallia dovranno essere almeno pari o superiori a 4,4 milioni di euro. “I finanziamenti derivanti dallo stato di emergenza copriranno le spese che abbiamo sostenuto per interventi di pulizia, sistemazione delle strade, recupero dei rifiuti, assistenza agli sfollati (ad oggi ancora 40 persona ospitate negli alberghi), ecc. -spiega Mangialardi- spese per il nostro comune pari a 4.4 milioni di euro che non abbiamo potuto fatturare finora”. Una cifra che copre solo le spese “vive” sostenute dal comune ma dallo stato di emergenza arrivano anche benefici economici indiretti. Entro venti giorni infatti il capo della Protezione Civile Gabrielli firmerà l'ordinanza attuativa, che verrà poi trasmessa alla Regione Marche, che dettaglierà tutti gli interventi possibili.

“Da questa ordinanza ci aspettiamo la possibilità di introdurre sgravi alla tassazione, sia per i cittadini che per le imprese, come ad esempio il posticipo dell'iva -aggiunge Mangialardi- ovviamente le risorse economiche non sono sufficienti a coprire quei 200 milioni di euro di danni stimati, tra privati e imprese, per il nostro territorio ma altri aiuti importanti arrivano dalla generosità dei cittadini, delle fondazioni e della Regione. Da ieri è operativo infatti l'ampliamento del fondo di garanzia con cui la Regione ha stanziato 2 milioni di euro per le imprese e i 150 mila euro destinati alle famiglie colpite dall'alluvione. Per i cittadini però un'altra bella notizia è dietro l'angolo. L'11 luglio inizierà infatti la distribuzione degli aiuti economici donati all'apposito conto corrente di s.o.s. la cui gestione è stata affidata alla Caritas. Gli aiuti copriranno tutte le 390 richieste e saranno scaglionati, secondo criteri Isee, in 3, 2 e mille euro a famiglia. Un fondo partito con i primi 500 mila euro stanziati dalla Conferenza Episcopale Italiana e incrementato grazie a centinaia di donazioni di almeno altri 250 mila euro. “I gesti di solidarietà sono stati veramente tanti -aggiunge Mangialardi- dai 40 euro che mi sono stati spediti all'interno di una busta da un cittadino di Torino alle donazione fatte dalle città gemellate di Sens e Lorrach, ai 100 euro versati da semplici cittadini”.



maurizio mangialardi

Questo è un articolo pubblicato il 01-07-2014 alle 16:49 sul giornale del 02 luglio 2014 - 1983 letture