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comunicato stampa

Jesi: Pronto Soccorso, ''Mia figlia, in codice verde, visitata dopo 11 ore di attesa'

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L'ospedale del viale della Vittoria

La redazione riceve e pubblica la lettera firmata da un cittadino di Foligno, che riguarda una sua esperienza familiare al pronto soccorso jesino. La lettera è rivolta al dott. Giovanni Stroppa, Direttore Area Vasta 2, ed al dott. Giovanni Bruciaferri, Responsabile U.O. Pronto Soccorso Medicina di Urgenza dell'ospedale cittadino.



Debbo segnalare la vicenda che mi ha fatto constatare le allucinanti condizioni in cui si può trovare un cittadino che debba ricorrere al “Pronto soccorso” dell’Ospedale di Jesi.
Domenica mattina 4 maggio u.s. mia figlia Elisa Bucci, essendo stata coinvolta in un incidente stradale, è stata trasportata da un’ambulanza presso il Pronto Soccorso - U.O. di Medicina d’urgenza dell’Ospedale di Jesi diretta dal Dr. Gilberto Bruciaferri.

Giunta tra le ore 12.30-13.00, attribuitole un codice verde, è stata chiamata per gli accertamenti solo dopo la mezzanotte, dopo ben oltre 11 ore di attesa, e solo dopo le ore 1.15 del giorno successivo abbiamo potuto lasciare il pronto soccorso dell’Ospedale di Jesi per poter ritornare a Foligno. Con mia figlia e mia moglie abbiamo così trascorso un periodo allucinante. Tenendo peraltro conto che mia figlia è stata trasportata a codesto pronto soccorso da un mezzo dell’emergenza e che non vi si è rivolta in libera scelta in alternativa ad altro servizio sanitario appropriato per le risultanze del suo stato fisico.

Mi rendo conto dei vigenti protocolli che stabiliscono le priorità per i codici gialli e rossi. Ma anche un soggetto cui è stato attribuito un codice verde per obiettive condizioni fisiche, come è il caso di mia figlia, potrebbe avere non indifferenti sofferenze psicologiche, anche di spaesamento, per essere uscita da un grave incidente stradale miracolosamente senza morti, e quindi meritevole di attenzione assolutamente non differibile di circa dodici ore.

Ritengo che necessariamente le regole formali vadano rispettate, ma applicate alle varie fattispecie al meglio e che una più adeguata organizzazione, anche soprattutto dal punto di vista dell’impiego non solo quantitativo del personale (specie quando si debbano fronteggiare situazioni di straordinaria emergenza) possa meglio rispondere alle esigenze degli accorrenti. Così lo stesso personale sarebbe nella condizione di meglio rapportarsi con gli stessi.
Distinti saluti.

Lettera firmata dal sig. Alvaro Bucci, cittadino.



L'ospedale del viale della Vittoria

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-05-2014 alle 16:45 sul giornale del 22 maggio 2014 - 1036 letture