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Senigallia dopo l'alluvione: 190 milioni di danni. Mangialardi, 'Ora vogliamo i risarcimenti'

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Ammontano ad almeno 190 milioni di euro i danni provocati dall'alluvione che il 3 maggio ha messo in ginocchio mezza città. Una stima, basata sui moduli consegnati al comune da privati e imprese, che rischia comunque di essere sottostimata.

Ad annunciatlo è stato il sindaco Maurizio Mangialardi, nell'incontro con il Prefetto Alfonso Pironti, e i rappresentanti delle forze dell'ordine e della Protezione Civile. Dai moduli raccolti risulta che i danni segnalati dai privati sono pari a 134 milioni di euro, 46 milioni i danni subiti dalle attività economiche e produttive, in aggiunta ad altri 11 milioni di euro riportati dal patrimonio pubblico. I residenti interessati dall'alluvione sono stati 7.727 che compongono 3.587 famiglie. Le unità immobiliari ricadenti nella zona dell'alluvione sono 9.707. Quelle poste al piano terra o sottostanti ricadenti nelle aree alluvionate sono 6.789 su 2.846 fabbricati di cui 2.313 ad uso abitativo. 5 mila le tonnellate di rifiuti prelevati dalle strade e mille le tonnellate di fango stoccate nell'area temporane all'uscita del casello autostradale.

"A tredici giorni dall'alluvione la città è ripulita dai rifiuti, bonificata dal fango, liberata dalle strade con velocità e tempestività che non attiene a questa nazione -ha detto il sindaco Maurizio Mangialardi-. Le vie dell'ex prg, di borgo Molino, borgo Bicchia e del lungomare centrale versano in una condizione di quinta scenica perché esternamente tutto è in ordine ma le case all'interno sono completamente vuote, senza ricordi, affetti. 1.250 famiglie hanno perso tutto e molti anche le loro attività perché non hanno più negozi, attività commerciali, ambulatori".

Mangialardi respinge anche attacchi e critiche nei confronti dell'Amministrazione. "A me interessano solo i imiei cittadini, le mie aziende e sappiamo tutti quello che abbiamo fatto. Tutto il resto non mi interessa. Anche se ovviamente tutto ha un limite -precisa il primo cittadino-. Ci sono stati tanti commenti, articoli e cose dette falsamente. Detto questo, siamo orgogliosi della reazione mostrata dalla città rispetto ad un evento improvviso e non prevedibile. La città nell'emergenza ha messo al centro solidarietà e il valore incredibile dei nostri giovani che, coordinati dalla Caritas, si sono messi al servizio degli alluvionati".

Conclusa la fase 1 dell'emergenza, scatta "l'operazione politica". "Ovviamente continueremo a lavorare, ma ora la politica deve fare la sua parte -aggiunge Mangialardi- . I ministri e il presidente del consiglio Renzi che sono venuti qui devono mantenere la parola data. Abbiamo presentato il conto dei danni e ora vogliamo gli atti concreti. A cominciare dallo stato di emergenza. Poi va ripresa in mano la partita legata alla prevenzione e qui chiediamo lo sblocco dei fondi imbrigliati dal patto di stabilità. I fiumi sono di competenza di Regione e Provincia, servono manutenzioni adeguate e il completamento delle vasche di espansione rispetto alle quali le critiche stanno a zero".

"Più di così non si poteva fare -fa eco il prefetto- il rammarico ovviamente si concentra sulle tre vittime ma dobbiamo pensare anche a quante vite umane sono state salvate. Alla perdita delle vite umane non c'è rimedio, ma possiamo ora intervenire sui danni riportati ai beni e alle attività produttive".





Questo è un articolo pubblicato il 16-05-2014 alle 16:09 sul giornale del 17 maggio 2014 - 1495 letture