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Acquaviva picena: liberi i presunti assassini dell'albanese Keci Petrit

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omicidio Keci Petrit Acquaviva Picena

Sono scaduti i termini di carcerazione per i tre connazionali della vittima che hanno scontato 6 anni dei 30 previsti dalla condanna. Furono arrestati dai carabinieri e rinchiusi nella casa circondariale di Marino del Tronto con l'accusa di omicidio volontario in concorso. Dopo un iter giudiziario travagliato sono tornati in libertà. Attualmente i tre si trovano a San Benedetto del Tronto con l’obbligo di dimora.

L'omicidio risale a gennaio del 2008, i cittadini di Acquaviva lo ricordano bene, il corpo carbonizzato fù ritrovato in un casolare abbandonato lungo la contrada di Fontepezzana da alcuni residenti.

I carabinieri di San Benedetto del Tronto raccolsero le testimonianze delle persone che casualmente avevano fatto la terribile scoperta e la prima ipotesi che venne avanzata dagli investigatori fu che potesse trattarsi di un regolamento di conti perchè il ragazzo era stato colpito da vari colpi di pistola in testa, prima di essere bruciato e quindi gli assassini probabilmente volevano occultarne l' identità.

Dopo due mesi dall' omicidio le indagini portarono all' arresto dei tre albanesi con l'accusa di omicidio volontario in concorso. Al termine del processo di primo grado vennero condannati a 30 anni di reclusione dal Gup di Ascoli, pena confermata dalla Corte d'Appello di Ancona. La Cassazione, però, annullò tale sentenza rinviandola alla Corte d'Appello di Perugia che confermò i 30 anni di reclusione. Per la seconda volta la Cassazione annullò la sentenza per cui si dovette tornare ad un nuovo processo presso la Corte d'Appello di Firenze.

Un rimbalzo di responsabilità giuridiche e lungaggini di termini che ha permesso ai presunti esecutori di tornare in libertà per decadenza dei tempi di legge sulla carcerazione.



omicidio Keci Petrit Acquaviva Picena

Questo è un articolo pubblicato il 14-05-2014 alle 18:07 sul giornale del 15 maggio 2014 - 1350 letture