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Spacca riferisce in Consiglio sull'alluvione: 'Ecco cosa è successo'

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gian mario spacca

“L'eccezionalità dell'evento è da attribuire alla concetrazione dei quantitativi totali di precipitazione in poche ore ed alla estensione areale delle piogge. In particolare, sul fiume Misa, in 6 ore, si sono riversati 13 milioni di metri cubi di acqua, causando un eccezionale innalzamento sino a 6,2 metri del suo livello che ha causato notevoli innalzamenti, diffusi sormonti e conseguente erosione degli argini”.

Ha spiegato così le cause dell'alluvione che il 3 maggio scorso ha messo in ginocchio Senigallia il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca durante le comunicazioni all'Assemblea legislativa di ieri. Una relazione, preceduta da un minuto di silenzio per le tre vittime, accompagnata dalle immagini sul maxi schermo alle spalle di Spacca con le riprese aeree dei danni devastanti provocati dall'ondata di maltempo. Nel suo intervento il presidente Spacca a fare chiarezza sulla dinamica degli interventi, scattati nell'immediatezza dell'alluvione.

“A Senigallia e in larga parte delle Marche, lo scenario che si è presentato a causa dell'alluvione è stato oggettivamente complesso, anche per le interruzioni dell'erogazione dell'energia elettrica e delle comunicazioni telefoniche. Ma la risposta operativa del sistema di Protezione civile è stata all'altezza, e la collaborazione della popolazione eccezionale -ha detto Spacca- Particolare supporto è stato fornito al Comune di Senigallia: fin dal primo manifestarsi della gravità della situazione si è recato sul posto personale regionale e, successivamente il Prefetto, il direttore regionale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ed il direttore del nostro dipartimento regionale, con funzionari e tecnici che hanno collaborato con l'amministrazione comunale in tutte le attività necessarie per la gestione della situazione emergenziale, coordinati dal Sindaco. Anche l'assessore regionale Giorgi ed io abbiamo raggiuntola sede delle Saline dove era stato realizzato il primo punto di coordinamento”. Spacca ha anche annunciato “approfondimenti idrogeologici”.

Un passaggio fondamente anche alla luce dell'inchiesta avviata dalla magistratura dorica, per accertare eventuali responsabilità. “L'eccezionale piena del fiume Misa ha determinato il sormonto degli argini, la loro erosione ed in alcuni punti anche lo sfondamento, con dinamiche che sono ancora in fase di accertamento -prosegue il presidente- e che verranno chiarite dagli approfondimenti idrologici e dopo i rilievi effettuati dall'Autorità di Bacino Regionale, dalla Provincia di Ancona e dallo stesso comune di Senigallia”. Da ripensare anche la progettualità legata alla prevenzione dei dissesti idrogeologici. “Purtroppo nel momento in cui accadono terremoti, alluvioni, uragani, trombe d'aria, mareggiate, frane, valanghe, non è possibile intervenire per interrompere i fenomeni. Conta solo e soltanto quello che è stato fatto prima: la prevenzione -sottolinea il governatore Spacca- Le Marche sono la regione geomorfologicamente più vulnerabile d'Italia. A questo si aggiunge l'eccezionalità degli eventi meteorologici di questi ultimi tempi. Oltre che intervenire nell'emergenza e ristorare i danni alle famiglie e alle attività economiche colpite, oltre che efficientare il regime idraulico, si pone un problema altrettanto urgente che è quello di ripensare l'infrastrutturazione del territorio per far fronte a eventi meteorologici di tipo ciclonico o tropicale”.

Altra questione lo sblocco del patto di stabilità per consentire agli enti locali di far fronte alle spese straordinarie per l'alluvione. Una richiesta che era stata anche formalizzata dallo stesso Spacca e dal sindaco Maurizio Mangialardi al premier Matteo Renzi in occasione della sua visita a Senigallia. Diversi gli interventi dei consiglieri regionali che hanno ottenuto, dal presidente Vittoriano Solazzi, di aprire il dibattito in aula anche se non previsto. Per Massimo Binci di Sel “l'interruzione delle comunicazioni telefoniche non di deve più ripetere”, per Giovanni Zinni Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale “a Senigallia le aree definite a rischio sono state ridotte, le leggi delegate alla Provincia sulle famose vasche di espansione non sono state fatte in 20 anni e la Regione deve capire perchè nostro sistema d'allarme non funziona”. Anche per Mirco Ricci, Pd, “la previsione e prevenzione del rischio sono strumenti da aggiornare”.





gian mario spacca

Questo è un articolo pubblicato il 13-05-2014 alle 22:54 sul giornale del 14 maggio 2014 - 1466 letture