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comunicato stampa

Dopo alluvione, Acacia Scarpetti: 'I danni potevano essere minori con una legge sul dissesto idrogeologico'

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“I giornali hanno riempito le loro pagine e le tv i loro tg. Una bomba d’acqua ha colpito ancora una volta le Marche portando danni ingentissimi ai cittadini, alle imprese e al territorio della nostra regione. Senigallia la più colpita con due morti. Ora si valutano i danni troppo pesanti per la nostra comunità che forse potevano essere minori se la Regione Marche si fosse dotata di una legge specifica sul dissesto idrogeologico.”

Quello che pochi sanno è che esiste già dal 2013 una proposta di legge, presentata dal Consigliere regionale dell’IDV, Luca Acacia Scarpetti, sottoscritta da altri 10 consiglieri, proprio per colmare il vuoto normativo esistente, uniformare la gestione del territorio, adeguarsi alle direttive comunitarie ed evitare che succeda proprio quello che invece è successo in questi giorni.

“La politica a quanto pare non vuole affrontare questi problemi. – afferma Acacia Scarpetti – Senza questo strumento continueremo a piangere sul latte versato perché costa molto di più curare piuttosto che prevenire. Sul testo della proposta si sono espressi già favorevolmente l’Anci, l’Upi e molti tecnici di “buon senso” ma essa non è mai approdata in aula . Eppure questa legge se attuata sarebbe in grado non di evitare ma sicuramente di ridurre i danni spaventosi causati da un tempo sempre più imprevedibile. Per questo chiederò con ancora più insistenza la sua iscrizione urgente all’ordine del Giorno del Consiglio regionale.”

La proposta di legge prevede l’istituzione dell’attiva di “polizia rurale”, affidata a tutti i corpi di polizia presenti nel territorio, per il controllo della gestione e trasformazione del suolo, delle strade, delle acque, con il fine di tutelare e preservare l’ambiente e salvaguardare la salute e l’incolumità delle popolazioni.

La proposta detta disposizioni in materia di sistemazioni agrarie, come la regimentazione, da parte dei proprietari, delle acque piovane che cadono sui terreni attraverso opere idrauliche. Le stesse che si sono sempre fatte in campagna e che oggi a seguito dell’abbandono dei terreni agricoli e l’iper meccanizzazione non sono più eseguite..

Altro elemento importante introdotto è quello relativo alla tutela delle strade e regime dei corsi d’acqua minori naturali e artificiali la cui pulizia deve essere eseguita dai proprietari per consentire il normale deflusso delle acque. Così per i fossi e i canali.

E’ introdotto il divieto di scarico delle acque dei campi sulle strade e il divieto di convogliare qualsiasi sostanza o materiale diverso dalle acque meteoriche nei fossi delle strade pubbliche o nei canali di scolo.

Quei versanti soggetti a fenomeni di dissesto devono essere consolidati con tecniche di ingegneria naturalistica e in ogni caso con interventi che siano i meno invasivi dal punto di vista paesaggistico.

In tutte queste norme la tutela del territorio rappresenta l’elemento unificante senza la quale sarà difficile affrontare qualsiasi calamità naturale.




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-05-2014 alle 20:36 sul giornale del 06 maggio 2014 - 2773 letture