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comunicato stampa

Jesi: nasce il festival dell'Opera da camera, dieci appuntamenti nei palazzi storici

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Una nuova iniziativa culturale va ad arricchire il panorama lirico nazionale; nasce infatti il festival dell'Opera da camera, con dieci appuntamenti di altissimo livello nei palazzi antichi del centro storico.

Il Festival dell’Opera da camera è una nuova iniziativa promossa dalla Fondazione “Alessandro Lanari”, realizzata nel suo programma produttivo “Teatro Lirico Sperimentale delle Marche” in collaborazione con enti pubblici locali - Comune di Jesi, Regione Marche -- e a vario titolo con diverse istituzioni culturali regionali e nazionali, dall’Accademia Marchigiana di Musica Antica all’Accademia Musicale “Gaspare Spontini” alla Fondazione Federico II, fino all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e poi la Diocesi di Jesi e il Rotary Club, sostenitori economici, partner sociali, istituti didattici che sono l’espressione viva del tessuto sociale del territorio.

Con una progressione mozzafiato che si snoda dal 3 maggio all’1 giugno, il Festival propone ben dieci appuntamenti, tutti di notevole stimolo culturale e di grande rilevanza per la tematica del teatro d’opera: dal più ampio panorama storico, ai suoi specifici risvolti che riguardano la realtà locale.
Cinque intense “Conversazioni sul teatro”, con relatori specialisti di prestigio nazionale, offrono un importante percorso di parola tramite conferenze e presentazione di libri d’ambito: Piero Mioli con “Le radici dell’Opera: da Caccini a Berio”, Mario Cognini che tratta “I teatri italiani dal ‘600 a oggi”, Gianni Gualdoni che ripercorre “Quattro secoli di teatro musicale a Jesi”, Annalisa Bini su “Balducci, operista jesino ritrovato”, presentazione del libro di Jeremy Commons sul compositore edito dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e infine Gabriele Cesaretti su “Mozart e l’opera seria: Tito l’illuminato”.

Il lato esecutivo del cartellone offre altrettanti eventi, tutti di rara programmazione: tre spettacoli scenici e due concertistici, per un repertorio musicale che copre vari secoli di storia del teatro in musica.
Per la proposta teatrale si va dagli inizi seicenteschi di Monteverdi con uno spettacolo che ingloba in un’apposita drammaturgia “Il Combattimento di Tancredi e Clorinda” e diversi “madrigali senza gesto” tratti dai “Madrigali guerrieri e amorosi” (4 maggio), al barocco poco rappresentato di Telemann con un dittico buffo che affianca “Il Maestro di scuola” e “Don Chisciotte” (11 maggio), fino alla riscoperta dell’ottocentista Giuseppe Balducci di cui si programma “Scherzo”, un’opera in prima rappresentazione moderna italiana (25 maggio).

Due serate concertistiche completano il cartellone presentando capolavori operistici del tardo ‘700 di Jommelli e Gluck, nel celebrarne il Tricentenario della nascita (18 maggio), mentre una conclusione in bellezza è riservata a Mozart con l’esecuzione in forma di concerto di una ricca selezione dell’opera “La Clemenza di Tito” (1 giugno).

“I fini istituzionali del nuovo Festival di Jesi - sottolinea di Direttore artistico Gianni Gualdoni - sono la proposta di un repertorio di rara esecuzione, di piccolo organico esecutivo ma di grandi stimoli culturali, variegato nella tipologia e di elevata qualità artistica con interpreti di valore, mettendo la Città per un mese intero al centro dell’attenzione dell’intera regione e stimolando interesse anche all’ambiente lirico nazionale, poiché una tale rassegna monografica di genere non ha molti altri esempi in atto, tanto più per la particolarissima modalità di fruizione che la caratterizza e contraddistingue: tenersi cioè non in teatro, bensì nei saloni di palazzi antichi del centro storico”.

Una caratteristica, questa del nuovo Festival di Jesi, che rievoca l’uso originario dei palazzi come luoghi di socialità e d’arte musicale secondo l’uso che vede proprio in tali sale i primi spazi per rappresentazioni sceniche in epoca pre-teatrale. Nella fattispecie jesina, tra gli altri in cui si articola la programmazione, il magnifico Palazzo della Signoria, che nel ‘500 è stato il primo spazio pubblico al chiuso in cui si tennero spettacoli in città, in quanto palazzo municipale dell’epoca per l’occasione adibito a sala teatrale: e la première del Festival in quella sala proprio con Monteverdi si preannuncia quanto più suggestiva si possa immaginare, un evento davvero imperdibile per i suoi molteplici stimoli di ordine musicale, storico, artistico, mondano…

Il ricco programma del Festival si apre sabato 3 maggio, con la preziosa “Conversazione sul teatro” tenuta dal Prof. Piero Mioli: una coinvolgente cavalcata lungo tutta la storia del melodramma, raccontata da uno dei più importanti esperti italiani dell’opera. Docente al Conservatorio di Bologna, Mioli è membro di prestigiose accademie e società musicologiche, collabora con numerosi teatri lirici nazionali e scrive per le principali riviste di settore come “L’Opera”, “Sipario”, “Rivista del melodramma”. Studioso di grande autorità accademica e brillante conferenziere, è autore di decine di pubblicazioni storiche e monografiche sul teatro d’opera e i suoi personaggi più significativi.

Ingresso agli spettacoli, da 10 a 15 euro; conferenze, ingresso libero. Info: info@fondazionelanari.it; 0731.4684; 338.8388746.



Scarica il pdf Il programma del festival dell'Opera da camera


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-04-2014 alle 21:27 sul giornale del 02 maggio 2014 - 1434 letture