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Il reporter senigalliese a Taipei: 'Spero che la situazione non precipiti'

3' di lettura 24/03/2014 - Si trova anche lui con i 300 studenti asserragliati all'interno del Parlamento di Taiwan. Il fotoreporter senigalliese Mirko Silvestrini sta documentando la protesta tra gli studenti e il governo di Taipei.

Come è la situazione ora?
"Internamente tutto tranquillo, gli studenti si stanno organizzando per la serata. Sono tutto tranquilli ma decisi. Le barricate interne sono costantemente sorvegliate e ben assicurate da addetti speciali. Esternamente continuo a sentire gli stessi cori, slogan e discorsi pubblici che i manifestanti, composti da studenti, popolazione e molti volontari, fanno ininterrottamente da 6 giorni. Non si fermano mai, nemmeno di notte. E’ un popolo straordinario. Sono tutti pacifici ma ben convinti di quello che stanno facendo. Non credo che demorderanno".

Ti senti in pericolo?
"Assolutamente no. La polizia, che in assetto anti sommossa ha circondato il parlamento (dove mi trovo attualmente), non ha assolutamente il diritto costituzionale di entrare. Non può proprio farlo. Mi sento un po’ come nell’occhio del ciclone, dove tutto e fermo ma appena ti muovi vieni travolto. Abbiamo avuto attimi di paura ieri notte quando sembrava che la polizia volesse comunque entrare. Invece sono entrati nel palazzo del governo, anch’esso occupato, sgombrandolo. Sono stati manganellati circa 70 studenti ed arrestati 12. Ora il team degli avvocati degli studenti è andato nella loro questura (non so come si chiama) per difenderli".

Come è la vita dentro il parlamento assediato?
"Beh, è una zona liminale. Ci si sente in uno iato. C’è un senso di fratellanza e di uguaglianza. Comunque gli studenti sono estremamente organizzati, ricevono costantemente rifornimenti di ogni tipo dall’esterno. Mi trattano benissimo, ci laviamo, abbiamo vestiti puliti, cibi e bevande in abbondanza. C’è un team di una trentina di medici/psicologi che assistono costantemente tutti con ogni tipo di pratica e tecnica. Si disinfettano e si misurano la temperatura del corpo costantemente per evitare focolai di epidemie. C’è un nutrito gruppo di cameramen e giornalisti. Oggi sono venuti i professori universitari a supportare la rivolta. Emozionante vedere la passione di questi professori. Averceli!!"

Come sono i taiwanesi in una situazione come questa?
"Sono molto sereni e tranquilli, ma quando fanno i discorsi ufficiali sono pieni di passione e di trasporto. Parlano di libertà, di democrazia, di futuro, gesticolano e sono molto animati!"

Quali sono le rivendicazioni alla base della protesta?
"Recentemente il presidente taiwanese ha stipulato un accordo commerciale con la Cina apparentemente molto svantaggioso per il paese ma molto vantaggioso per alcune lobby taiwanesi e alcuni Tycoon (grandi industriali). Nel giro di poco tempo, dicono gli studenti, il paese verrebbe sopraffatto della aggressiva economia cinese. Ricordo che i taiwanesi non amano particolarmente la Cina. Il problema però è che tale “trade agreement” è stato fatto tramite una procedura molto strana e “occulta”, rapida e non pubblicizzata. Gli studenti chiedono di rivedere tutto l’accordo e di riutilizzare una procedura più chiara. Il presidente tace e li ignora. Direi che è una sorta di braccio di ferro. Speriamo che non ci sia un’escalation e che la cosa non sfugga di mano alle parti coinvolte. Non vorrei ritrovarmi come nel finale del nel film “La dichiarazione delle Fragole”.

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Questo è un articolo pubblicato il 24-03-2014 alle 22:06 sul giornale del 25 marzo 2014 - 940 letture

In questo articolo si parla di attualità, michele pinto, taiwan, taipei, mirko silvestrini

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