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Chiaravalle: errori nel conteggio delle schede, il Tar si pronuncia sulle ultime amministrative

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elezioni comunali
Dieci voti non trascritti nel registro. La differenza tra essere eletti o meno. E' quanto successo lo scorso giugno durante le elezioni comunali.

Peccato che, nelle fila della maggioranza, qualcuno abbia voluto vederci chiaro sull'esito della conta delle preferenze per i consiglieri, in particolare tra Massimo Cerioni e Massimo Fonti che, stando al verbale redatto dopo le elezioni, avevano ottenuto rispettivamente 102 e 101 voti. I due, Cerioni e Fonti, erano entrambi nella lista Chiaravalle Bene Comune che ha appoggiato Damiano Costantini, poi eletto sindaco.

I dubbi sono venuti a Massimo Fonti, stimato chirurgo all’ospedale Montessori che, sostenuto dal Pd, ha chiesto ed ottenuto il riconteggio delle schede, assistito dagli avvocati Bernardo Becci e Marianna Fioretti. La verifica, svoltasi a novembre in prefettura (ma la notizia si è saputa solo martedì n.d.r.) alla presenza di un funzionario comunale ha riservato una incredibile sorpresa: in un seggio le schede verbalizzate a Cerioni erano 10 in più rispetto a quelle effettivamente votate. Nonostante il riconteggio, Massimo Cerioni è rimasto al suo posto.

Nei giorni scorsi il Tar ha sentenziato che l’avvicendamento deve essere immediato ed improcrastinabile. L'ingresso di Fonti non muta i numeri della maggioranza ma i suoi rapporti di forza interni: si assottiglia la pattuglia degli eletti di Sel, partito dello stesso sindaco, e si rinforzano gli esponenti del Pd. Lo stesso Pd potrebbe chiedere il pagamento delle spese legali al comune ma l'orientamento sembra quello di non procedere.



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Questo è un articolo pubblicato il 25-02-2014 alle 19:49 sul giornale del 26 febbraio 2014 - 1217 letture