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On. Lodolini e Fiano. Relazione DNA: 'Tentativo della criminalità di mettere le mani sul porto di Ancona'

onorevole lodolini 3' di lettura 24/02/2014 - "Dalla relazione della direzione nazionale antimafia evidente il tentativo della criminalità di mettere le mani sul porto di Ancona". In merito gli On. Lodolini e Fiano (Pd) presentano una interrogazione.

La Dna, Direzione nazionale Antimafia, nella relazione dell’attività 2013 evidenzia il tentativo da parte della criminalità organizzata di mettere le mani sul Porto di Ancona con traffico internazionale di droga, immigrazione clandestina e marchi contraffatti.

“La criminalità ha delocalizzato gli affari e l'illegalità prospera dove ci sono margini di profitto e flussi di credito". E' quanto afferma il parlamentare anconetano Emanuele Lodolini commentando la relazione della Direzione nazionale antimafia sul 2013 che, aggiunge, "non lascia dubbi sulla presenza della criminalità anche nel nostro territorio".

Stando alla relazione della Dnail Porto internazionale di Ancona costituisce uno dei mezzi primari di ingresso della droga, a volta destinata ad altre zone d’Italia. E ha un ruolo cruciale nei reati di contrabbando e di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Le indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia «riguardano reati associativi, sia inerenti gli stupefacenti, sia il contrabbando che l'immigrazione clandestina», settori di attività illecite «strettamente collegate all'intensissima e importante attività del porto, strategicamente collocato nell'Adriatico per il traffico internazionale delle merci verso i Balcani e il resto dell'Europa orientale, nonchè verso i continenti adriatico e africano».

Da gennaio ad aprile 2013 sono stati sequestrati 70 kg di eroina e 1.250 kg fra hascisc e marijuana, oltre a 75.805 chilogrammi di tabacchi lavorati esteri. Greci, albanesi, bulgari, turchi, iracheni, siriani, africani, ma anche italiani ed europei i trafficanti di droga e esseri umani, e alcune indagini sono state condotte per rogatoria anche in altre nazioni (come la Grecia) Nelle Marche sono poi presenti soggetti che «mantengono legami con la criminalità organizzata operante in altre zone d'Italia, e che diventano uno degli strumenti per possibili infiltrazioni. Una modalità è quella del basista per la commissione di rapine», e indagini sono in corso su una banda di rapinatori originari della Campania che «hanno commesso numerose rapine nella regione ai danni di istituti di credito». «Particolare attenzione - conclude la relazione della Dna - è stata posta sui rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore economico, specie in considerazione della grave crisi (anche nelle Marche si registra l'aumento delle procedure concorsuali»).

La Guardia di finanza poi «ha in corso accertamenti finalizzati a richiedere l'adozione di misure di prevenzione patrimoniali» Per tali motivazioni l’On. Emanuele Lodolini insieme al collega On. Emanuele Fiano, già responsabile nazionale Sicurezza Pd, ha depositato un’interrogazione parlamentare al Ministero degli Interni per conoscere quali misure il Ministro intenda adottare, alla luce dei fatti esposti in premessa, al fine di garantire la sicurezza dei cittadini residenti, degli operatori economici e del loro patrimonio nel territorio in questione e se il Ministro intenda sollecitare l’intervento del Commissario per il coordinamento delle iniziative anti-racket ed anti-usura.


da On. Emanuele Lodolini
parlamentare Pd





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2014 alle 14:51 sul giornale del 25 febbraio 2014 - 1991 letture

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