Chiaravalle: l'appello del Comitato per una riforma partecipata della sanità

sanità 2' di lettura 13/02/2014 - Quante e quante volte abbiamo sentito parlare del diritto di partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative quante e quante volte facciamo i conti con un sistema sanitario regionale sempre più incapace di dare risposte adeguate e certe alle esigenze di salute del nostro territorio regionale.

Dalla legge regionale 13 del 2003 in avanti la nostra sanità, quella regionale, ha completamente dimenticato il cittadino ed il suo diritto alla salute, schiacciati da una logica di ristrutturazione e gestione della materia sanitaria in chiave esclusivamente ragioneristica.

Da Chiaravalle il Comitato “La sanità partecipata” ha elaborato e a breve presenterà in Regione una proposta di legge di iniziativa popolare in materia di riorganizzazione e razionalizzazione del Sistema Sanitario e Socio Sanitario della Regione Marche.

Un gruppo di cittadini, mosso dalla esigenza di ridefinire la sanità marchigiana, alla luce del principio della universalità e della equità del servizio sanitario, contro le sciagurate scelte messe in atto dal 2003 ed in particolare negli ultimi tempi dalla Regione, propone la completa rivisitazione del sistema sanitario e socio sanitario regionale liberandolo da costosi sovrasistemi burocratici tipo l’Azienda Unica Sanitaria Regionale e ridando voce ai diversi territori regionali, coincidenti con le 5 Province marchigiane, mediante la costituzione delle Aziende Sanitarie Territoriali e quindi ai Sindaci, ai Presidenti delle Province, delle Comunità Montane ed ai cittadini, costituiti in appositi comitati, quali tutti soggetti autori della programmazione e della gestione diretta e partecipata del sistema sanitario regionale.

Insomma per riportare il cittadino al centro delle scelte sanitarie vi è la assoluta necessità di allontanare innanzitutto la politica sanitaria dalle c.d. stanze di pochi ridandola al territorio, ai cittadini che, direttamente e per il tramite dei loro rappresentanti locali, parteciperanno alla pianificazione sanitaria.

Per fare quanto sopra e molto altro ancora è necessario dotarci di una nuova legge regionale in materia sanitaria per ridare voce a chi, proprio per legge, è stata tolta.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-02-2014 alle 16:33 sul giornale del 14 febbraio 2014 - 1007 letture

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