counter

'Destinazione Italia' 145/2013, Cardogna: 'Nel decreto si viola il principio 'Chi inquina paga''

3' di lettura 11/02/2014 - “L'articolo 4 del Decreto 'Destinazione Italia' rappresenta un regalo fatto a chi sinora ha inquinato, provocando danni incalcolabili all’ambiente e alla salute degli Italiani. Nelle Marche si avranno risvolti negativi a Falconara e Civitanova, per questo serve un impegno forte della Giunta regionale che solleciteremo subito con una mozione urgente”.

Queste le parole di Adriano Cardogna, presidente del Gruppo Verdi in Consiglio regionale delle Marche.

“ In sintesi – continua il consigliere dei Verdi – si prevede che, con lo strumento degli accordi di programma, nei siti inquinati presenti in tutta Italia, definiti SIN, possano essere realizzati impianti produttivi di qualunque genere, eludendo ogni altro obbligo di bonifica e riparazione del danno ambientale per tutti i fatti antecedenti la sottoscrizione dell’accordo stesso. Le società che intendessero realizzare le attività produttive potranno accedere ai fondi pubblici ed ottenere crediti d’imposta. Insomma, con soldi pubblici, qualcuno potrà continuare a realizzare grossi affari, mentre i danni ambientali perpetrati, magari dagli stessi soggetti eventualmente sotto altro nome, rimarranno impuniti”.

Infatti il comma 6 dell'art.4 del decreto destinazione Italia il 145/2013, esclude, nel caso di attuazione da parte dei soggetti interessati degli impegni di messa in sicurezza, bonifica, monitoraggio, controllo e relativa gestione, e di riparazione, individuati dall’accordo di programma, per tali soggetti “ogni altro obbligo di bonifica e riparazione ambientale”, rispetto a quanto previsto dagli Accordi di programma, e quindi, cosa gravissima, fa venir meno anche l’onere reale per tutti i fatti antecedenti l'Accordo di programma stesso.

"Se il provvedimento del governo - ha spiegato Gianluca Carrabs - dovesse diventare legge si assisterebbe a un terremoto della legislazione ambientale. E per le Marche avrebbe effetti devastanti". La "sanatoria" – continua l'esponente dei Verdi - che prevede accordi di programma tra Stato e imprese per la bonifica delle aree inquinate, si applica a tutti i Sin, i siti di interesse nazionale.

Nelle Marche si tratta delle aree di Falconara Marittima (per la presenza della raffineria) e del Basso Bacino del fiume Chienti (Civitanova Marche – impianto calzaturiero), zone dove, da un ultimo studio epidemiologico nazionale effettuato da Sentieri per conto del Ministero della Salute, si sono riscontrati eccessi di mortalità per patologie riconducibili a esposizioni sia ambientali (per le emissioni in atmosfera degli agenti tossici di derivazione industriale e per la contaminazione delle falde acquifere) sia occupazionali (in particolare per l'esposizione ai solventi)”.

“ Inoltre – sottolinea Cardogna – se il decreto fosse convertito in legge, da una parte saranno eliminate le precedenti responsabilità, e dall'altra l’Italia andrebbe ancora una volta incontro ad una procedura d’infrazione per reati ambientali da parte dell’Unione Europea, in quanto la norma è in conflitto con la normativa comunitaria: il che – conclude – comporterebbe un’ennesima salatissima multa sulle spalle di tutti gli Italiani”.


da Adriano Cardogna
Presidente del Gruppo Verdi, Regione Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-02-2014 alle 16:55 sul giornale del 12 febbraio 2014 - 1222 letture

In questo articolo si parla di verdi, politica, falconara marittima, civitanova marche, adriano cardogna

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/YlT





logoEV
logoEV