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Obiettivo 'Rifiuti Zero', Italia Nostra richiama l’attenzione dei cittadini

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Tares
Italia Nostra Onlus Marche richiama l’attenzione dei cittadini marchigiani su ciò che sta avvenendo nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani. Dopo anni nei quali erano stati magnificati gli inceneritori, la Comunità Europea ha emesso la Direttiva 2008/98/CE che ha posto l’accento sul riciclaggio e recupero dei rifiuti.

L’art. 205 del Decreto Legislativo 152/2006 aveva già previsto che ciascun comune italiano dovesse raggiungere una percentuale di raccolta indifferenziata dei rifiuti, almeno il sessantacinque per cento entro il 31 dicembre 2012. Qualora tali percentuali non fossero raggiunte e i rifiuti vengano conferiti in discarica, viene applicata una maggiorazione del 20% del relativo tributo, che viene a gravare sulle finanze dei comuni inadempienti che a loro volta la scaricano sui cittadini con la TARES.

Nel frattempo la Legge Regionale n.24/2009 ha stabilito che la gestione del ciclo dei rifiuti, passasse alle Assemblee Territoriali di Ambito (ATA), una per provincia e, con uno schema di "Convenzione obbligatoria", la Regione Marche ha inteso costringere tutti i Comuni ad aderire agli ATA con modalità atte a svuotare i Consigli Comunali della possibilità di incidere nelle decisioni sui propri rifiuti e ciò in spregio delle norme nazionali vigenti, fra cui l’art. 42 del Dlgs 267/2000 - che delega ai Consigli Comunali la competenza per quel concerne le convenzioni da adottare e dell’art. 19 della legge n. 135/2012 che prevede tra le “Funzioni fondamentali dei comuni e modalità di esercizio associato di funzioni e servizi comunali” al punto f) “l'organizzazione e la gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi”.

Recentissimamente il TAR Marche con sentenza n. 848 del 21.11.2013 ha condannato la Regione Marche per eccesso di potere per i contenuti della convenzione, confermando che i Comuni sono “titolari di poteri di direttiva rispetto alle scelte strategiche dell’Assemblea Territoriale d’Ambito e che agli stessi è riservata la preventiva approvazione delle decisioni più importanti dell’ATA”. Tale sentenza ridà potere ai Consigli Comunali che potranno così scegliere di puntare sull’obiettivo “rifiuto zero”, contrastando l’ipotesi di produrre come sottoprodotto del rifiuto secco CDR da bruciare nei cementifici, provocando inquinamento atmosferico.L’ultimo inceneritore, quello del COSMARI di Pollenza di Macerata, è stato chiuso due mesi fa per palese inquinamento.

Questo deleterio progetto, nella provincia di Ancona, sembra prevedere la eliminazione dell’impianto di trattamento dell’umido sprecando milioni di euro già spesi, per favorire la produzione del CDR ed ipotecando l’impegno per una maggiore raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Ciò in danno dei cittadini che pagherebbero una TARES più elevata ma anche in danno degli amministratori comunali; infatti la Corte dei Conti ha condannato (sentenza n. 83/2013) sindaci e funzionari del comune di Recco, che non avevano raggiunto le percentuali previste della raccolta differenziata dai RSU, a pagare in solido i danni provocati al proprio comune, oltre 250.000 euro!



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-12-2013 alle 12:04 sul giornale del 21 dicembre 2013 - 1106 letture