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comunicato stampa

Cardogna sulla legge regionale sulla caccia, 'Non soddisfa neanche i cacciatori'

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“Sin dall'inizio della legislatura la caccia è stata una delle materie principali poste all'attenzione del Consiglio regionale, a scapito di questioni molto più importanti per tutti i cittadini marchigiani, ma soprattutto con risultati non all'altezza degli sforzi profusi visto che il Consiglio dei Ministri ha impugnato ripetutamente le leggi presentate.”

Così il Presidente del Gruppo dei Verdi in regione, Adriano Cardogna commenta l'ultimo atto sulla caccia che l'Assemblea legislativa ha approvato in fretta e furia questa settimana.

“All'inizio della mia attività politica, come membro della maggioranza, mi ero illuso di poter dare un contributo alla stesura di una buona legge, a tutela della fauna e dell'ambiente, dove ci poteva essere spazio per un prelievo venatorio praticato su basi scientifiche e compatibile con il mantenimento degli equilibri naturali, ma purtroppo non è stato così.

In più occasioni” - prosegue Cardogna - “i Verdi hanno proposto articoli di legge per garantire maggiore sicurezza ai cittadini, per tutelare specie in difficoltà e per consentire agli agricoltori il controllo diretto di specie prolifiche e dannose come il cinghiale. Non si è ottenuto nulla.”

“Queste ulteriori ritocchi di fine anno, approvati in occasione del bilancio, hanno riproposto emendamenti e articoli che non costruiscono una legge moderna ed efficace, ma sembrano distribuire dei contentini a settori del mondo venatorio o meglio a singoli cacciatori, vista la cavillosità bizantina delle modifiche. Esemplare il caso degli Ambiti territoriali di caccia ai quali prima sono state assegnate maggiori competenze e adesso gli vengono tolte le responsabilità nella gestione, aumentando così la loro discrezionalità nelle scelte e trascurando il fatto che queste strutture usano fondi pubblici, speriamo che la Giunta rimedi con un regolamento adeguato.

Gli stessi Comitati di Gestione degli ambiti, che dovrebbero rappresentare le esigenze di tutte le componenti interessate, compresa quella ambientalista, in pratica sono in mano ai cacciatori. Questo conferma che si è sempre affrontato il tema caccia come se fosse una materia esclusiva dei cacciatori quando invece la tutela della fauna rappresenta un interesse collettivo dell’intera comunità regionale.

Il voto contrario alla legge da parte dei Verdi rafforza la decisione di proporre un referendum per l'abolizione della caccia” - conclude il Verde Cardogna - “perché la caccia nelle Marche è solo un'attività ludica con regole confuse dettate da alcune lobby di cacciatori a scapito dei cittadini, degli agricoltori e degli ambientalisti, e la gestione venatoria non è gradita neanche alla maggior parte dei cacciatori che sono a loro volta vittime di questo caos normativo”.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-12-2013 alle 12:08 sul giornale del 21 dicembre 2013 - 958 letture