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Frode per 2 milioni di euro: in manette un maresciallo della Finanza e un fanese

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guardia di finanza

Le fiamme gialle di Rimini, nell'ambito dell'operazione "Perla di Cristallo", hanno arrestato per frode fiscale, corruzione e falso, un noto gioielliere di Riccione, un maresciallo della Guardia di Finanza di Pesaro e Urbino e un imprenditore fanese. Nascosti al fisco 2 milioni di euro.

Agli arresti domiciliari sono finiti un noto gioielliere di Riccione, di anni 65, proprietario di diversi negozi in viale Ceccarini e in corso Italia a Cortina e di una serie di centri benessere nelle Marche gestiti dal suo socio, un imprenditore fanese, anche lui ai domiciliari. La terza persona in manette è un maresciallo della Guardia di Finanza di Pesaro e Urbino accusato essere stato corrotto dal gioielliere e di avergli passato informazioni riservate prese dai sistemi informatici delle forze dell'ordine.

Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati, tra Riccione e Cortina d'Ampezzo, beni per oltre due milioni di euro, tutti riconducibili al gioielliere di Riccione.

I tre soggetti occultavano i ricavi delle attività commerciali operanti nel settore orafo (a Riccione e Cortina D’Ampezzo) ed estetico (a Riccione, Pesaro, Fano e Calcinelli di Saltara) portando ingenti somme di denaro a San Marino. Poi, per evitare di pagare le imposte, simulavano vendite a una società italiana in liquidazione (sempre riconducibile all’imprenditore riccionese) che a tal fine emetteva false note di credito.

Tutto il sistema si avvaleva dell'aiuto del maresciallo della Finanza, in servizio nella provincia di Pesaro Urbino. Il pubblico ufficiale avrebbe messo mano alla banca dati delle Fiamme gialle in cambio della promessa di un'Audi A6 e di un costoso orologio. Indagati anche un ex direttore di banca e le due mogli degli imprenditori.



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Questo è un articolo pubblicato il 14-12-2013 alle 18:32 sul giornale del 16 dicembre 2013 - 2054 letture