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Ascoli: Ricerche badante scomparsa, entrano in gioco i cani. Per l’infermiere accusa di omicidio colposo

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Si continua a cercare senza sosta, battendo ogni centimetro del fiume Tronto, ma del corpo di Maria Stanczyk, la badante polacca scomparsa sabato 30 novembre, ancora nessuna traccia.

Nemmeno la costante azione dei sub dei Vigili del Fuoco e degli elicotteri nelle scorse ore ha portato a nuovi sviluppi del caso. Aleggia ancora il mistero sul cadavere della donna che sembra letteralmente sparito nel nulla.

Non c’è dubbio ormai che la badante sia stata investita e il suo corpo scaraventato giù da Ponte S. Filippo, luogo dell’incidente.

Non ci si spiega, tuttavia, come sia stato possibile che da giorni gli uomini della Squadra Mobile stiano perlustrando ogni centimetro e ogni ansa del Tronto, ma di Maria non vi sia alcuna traccia. Intanto, nella giornata di martedì 11 dicembre, sono entrati in azione dei cani molecolari, in grado di individuare i cadaveri scomparsi.

E’ giunta in Italia per essere ascoltata in tribunale la figlia della Stanczyk, l’ultima ad aver sentito sua madre viva.

Nel frattempo, ai danni dell’infermiere ascolano accusato dell’omicidio della badante è stato emanato un avviso di garanzia. L’uomo, che ha ammesso di aver transitato sul Ponte più o meno all’ora della morte di Maria, rischia la condanna per omicidio colposo ed omissione di soccorso.

Il PM Umberto Monti, che sta seguendo il caso, sentirà l’infermiere nei prossimi giorni. Ora, tutte le attenzioni sono focalizzate sul Tronto dal quale è necessario che emerga il corpo della Stanczyk per poter stabilire, tramite l’autopsia, se il corpo sia volato giù dal ponte in seguito all’impatto con un’automobile o se sia stato gettato oltre il parapetto dal colpevole dell’omicidio.



Questo è un articolo pubblicato il 11-12-2013 alle 16:50 sul giornale del 12 dicembre 2013 - 1499 letture