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Busilacchi: 'Estendiamo le misure di reddito minimo all'universo dei poveri'

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“Se si lavorasse alla possibilità di estendere le misure di tutela all'universo dei poveri, solo l'Italia e la Grecia ancora non ne sono dotate, separando l'assistenzialismo dalla previdenza, potremmo creare un sistema più equo ed efficiente, soprattutto a bilancio zero per lo Stato.”

Questa la proposta lanciata da Gianluca Busilacchi, consigliere dell'Assemblea legislativa delle Marche nonché docente universitario a Macerata e autore di numerose pubblicazioni sul tema, nel ultimo libro “Welfare e diritto al reddito. Le politiche di reddito minimo nell'Europa a 27”, edito da Franco Angeli, presentato, ieri (giovedì 5 dicembre, ndr), in anteprima, a Roma presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Enrico Giovannini, nonché di Roberto Speranza, Presidente del Gruppo Pd alla Camera dei Deputati, e di Cesare Damiano, già ministro del Lavoro nel Governo Prodi. In Italia è sempre più allarme povertà.

Secondo gli ultimi dati Eurostat, nel 2011, in Europa, sono stati a rischio 121 milioni di persone: il 24% della popolazione dei 28 Paesi dell'Unione. E nel nostro Paese la situazione è anche peggiore: il dato arriva al 28,2%. Un quadro quanto mai preoccupante nel quale diventa di estrema attualità la fotografia scattata da questo nuovo lavoro editoriale di Busilacchi che inquadra l'incapacità del nostro sistema nazionale di welfare di dotarsi dello strumento del "reddito minimo garantito. “Dovremmo ormai rendere più organiche alcune misure già previste - spiega il consigliere regionale - evitando di puntare su una politica che guardi solo a categorie specifiche come anziani o disabili, ma a tutta la popolazione povera, nella sua totalità”. “Senza introdurre nuove imposte – chiarisce infine Busilacchi – potremmo così contrastare la povertà, gettando le basi di un welfare moderno”.

Un percorso, però, che sembra ancora articolato secondo quanto riferito dal Ministro Giovannini, intervenuto alla presentazione del libro, che da gennaio sarà disponibile in libreria. “Sinora - ha riferito - è stato più facile continuare sulla strada già tracciata, piuttosto che farsi carico del problema generale. Del resto - ha concluso - stiamo vivendo un momento di grave crisi che lascia il Paese in difficoltà, teso com'è a risparmiare bloccando la ripresa”. Se, dunque, i ritardi del nostro Paese nella lotta contro la povertà sono sotto gli occhi di tutti, è ormai tempo di dare risposte concrete. E chissà che la proposta avanzata da Busilacchi non possa fare da apripista.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-12-2013 alle 00:13 sul giornale del 07 dicembre 2013 - 1616 letture