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Coldiretti, 'Gravissimo posticipare la caccia al cinghiale, danni a quota 4,5 milioni di euro'

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Con i danni che hanno raggiunto quota 4,5 milioni di euro e le imprese agricole che non riescono neppure a ottenere i risarcimenti per le colture distrutte sarebbe gravissimo posticipare l’apertura della caccia al cinghiale.

Ad affermarlo è la Coldiretti Marche dopo l’annuncio da parte dell’assessore regionale alla caccia, Paola Giorgi della richiesta delle squadre di cacciatori di ritardare l’avvio della stagione venatoria, previsto per il 1° ottobre.

Sarebbe l’ennesima beffa, sottolinea Coldiretti, ai danni degli agricoltori che continuano a vedere devastate le loro aziende dagli attacchi dei cinghiali, con colture distrutte e perdite di quote di mercato. Un problema anche per le aziende vinicole che si stanno accingendo ad avviare il grosso delle operazioni di vendemmia. I cinghiali non risparmiano, infatti, nemmeno l’uva nelle vigne. Sarebbe dunque assurdo contravvenire al calendario votato dal Consiglio regionale, solo per assecondare le richieste della lobby dei “cinghialai”.

Significherebbe, conclude Coldiretti, proseguire su una linea che in questi anni ha visto il fenomeno dei danni da animali selvatici aggravarsi sempre più per la palese incapacità della politica di porvi un freno, mentre dall’altra parte l’attività della caccia al cinghiale si è fatta sempre più fiorente, con le aziende agricole marchigiane trasformate contro la propria volontà in veri e propri allevamenti a cielo aperto.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-09-2013 alle 10:08 sul giornale del 26 settembre 2013 - 2170 letture