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comunicato stampa

Agostinelli (M5S): uscita ovest Ancona inutile e costosa, presentata interrogazione in Parlamento

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uscita ovest ancona

Come preannunciato, ho depositato in data 05.09.2013 una interrogazione rivolta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla questione “Uscita Ovest” di Ancona, una 'piccola', inutile e costosa Tav marchigiana, contro territorio e tasche dei cittadini.

Oltre alle criticità in merito alla proposta progettuale, già rilevate anche dal M5S a livello locale e da alcune stimate associazioni sul territorio (fra tutte, ricordiamo la dubbia utilità dell’opera, visto il calo dei flussi di traffico, e l’ incoerenza in merito alle previsioni di sostenibilità economica) in questi giorni si è aggiunta anche una indecorosa “suspense” attorno alla presunta firma della convenzione fra l'associazione temporale d'imprese Impregilo, Pizzarotti, Itinera e Astaldi e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, riguardante la realizzazione di una bretella con caratteristiche autostradali fra il porto e l’ autostrada A14, presso Casine di Paterno dove verrebbe aperto un nuovo casello autostradale.

Una firma che prima appare (cfr. rassegna stampa locale 28 agosto u.s.), poi scompare ( cfr. Sole 24 Ore del 30 Agosto). Non vorremmo che questa apparente ridicola “messa in scena” sia semplicemente un singolare modo per cercare di far più o meno direttamente pressione sull’opinione pubblica, ad opera di un Sistema che vede molto spesso imprenditori e politicanti così abili e capaci quando si tratta “convincere” gli ignari cittadini/contribuenti/finanziatori della bontà dell’ennesimo inutile e costoso progetto, ammantando le verità su un’opera invece tutt’ altro che accettabile sotto tutti i punti di vista.

L’interrogazione verte, per altro, proprio su questa assurdo balletto, anche per portare all’attenzione dei cittadini, della Camera e di tutte le forze politiche, dentro e fuori dal Parlamento, l’assurdità della intera vicenda. Vale pertanto la pena di ricordare di cosa si sta parlando: da fonti stampa , risulterebbe la previsione di una strada, che passerebbe anche dalle parti della zona in frana di Posatora, di quattro corsie, lunga 10,7 km, con 4 km di gallerie, oltre 1,5 km di viadotti, una bretella, quattro svincoli e 7 anni di lavori fino al 2020.

Una “piccola” TAV marchigiana, dal costo di quasi 500 milioni di euro (almeno, per ora!) di dubbia utilità ma di più che probabile impatto devastante, per il territorio e per le tasche dei cittadini, in un periodo di piena crisi economica in cui le Pubbliche Amministrazioni (dal Comune, alla Regione, al Ministero) dovrebbero assumere atteggiamenti ben più oculati contro gli sprechi o le brame di soldi pubblici di troppi sedicenti (im)prenditori.

Conti alla mano, affinché il gruppo di aziende che dovrebbe realizzare questa “piccola grande follia marchigiana” rientri nell’ “investimento”, risulta stimabile una necessità di aumento dal 640mila a 12milioni di veicoli l’anno che dovrebbero transitare sull’asse di collegamento, nei 36 anni di concessione della gestione del tratto e di introito dai pedaggi, prevista dal project financing. Come mai, davanti ad una palese dubbia sostenibilità economica, Impregilo e le altre imprese ad essa associate risultano così interessate all’affare? Chi pagherà per le eventuali ennesime incompiute, se i soldi non bastassero o se dovesse palesarsi, magari dopo qualche anno di devastazione del territorio a seguito dell’ inizio lavori, che l’affare non era poi così conveniente?
Davvero vale la pena, nella città delle incompiute e dei lavori pubblici affidati in concessioni, di correre un ennesimo rischio, così simile, per molti aspetti, all’ “affaire Longarini” che ci sta costando, ricordiamolo, un miliardo e mezzo di euro di soldi nostri?



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-09-2013 alle 12:16 sul giornale del 12 settembre 2013 - 2542 letture