Chiaravalle: Prc, “La battaglia per l’Ospedale deve continuare'

rifondazione comunista prc 2' di lettura 09/07/2013 - Si avvicina inesorabile il 21 di luglio giorno nel quale diventerà operativa la delibera della giunta regionale che trasformerà l’ospedale di Chiaravalle in casa della salute. Purtroppo non ci pare che nella città corrisponda a questa emergenza un impegno e una mobilitazione adeguate.

Ne è testimonianza il consiglio comunale aperto di ieri, snobbato dalle rappresentanze regionali, disertato dagli altri sindaci del distretto sanitario, esclusa Falconara M, e soprattutto, poco partecipato dai cittadini, forse anche per un’organizzazione sciatta e superficiale, come se quell’appuntamento fosse un fastidioso atto dovuto invece della chiamata all’agire della città in difesa di un bene prezioso per tutti.

Capiamo l’imbarazzo del Pd locale, partito di maggioranza, che in regione è il primo responsabile di questa controriforma della sanità regionale, incentrata sulla ospedalizzazione spinta realizzata con le prossime 4 nuove aziende ospedaliere, vere idrovore di risorse, a scapito dei territori e della prevenzione e cavallo di Troia di prossime privatizzazioni (già per altro invocate dal più furbo degli esponenti della maggioranza regionale: Latini), ma non credano che i cittadini di Chiaravalle si accontenteranno di qualche sceneggiata. Ci si è lamentati dell’ indifferenza della Commissione Sanità dell’ignavia dell’assessore Mezzolani, dell’olimpica arroganza del presidente Spacca che ha sin qui evitato ogni occasione di confronto. Proprio per questo abbiamo ieri avanzato l’unica proposta che può consentire davvero la riapertura della trattativa e il blocco di questa controriforma e il diritto per i cittadini, i lavoratori e le istituzioni locali, di un tavolo di confronto vero e ad armi pari con la giunta regionale, vale a dire una proposta di legge di iniziativa popolare, come lo statuto regionale consente, per abrogare le delibere in questione.

Crediamo che in poche settimane, costruendo una rete tra comitati, realtà sindacali e soprattutto istituzioni locali sarebbe possibile sostenere questa proposta con decine e decine di migliaia di firme e nessuno potrà a quel punto, anche perché la carta regionale lo impone, ignorare questo passaggio. Crediamo che questa sia una proposta da prendere in seria considerazione, visto che i volenterosi ordine del giorno proposti dai consigli comunali, ricchi, soprattutto, di speranze, il prossimo ricorso al TAR doveroso quanto improbo forse non sono sufficienti e, come si è visto non hanno più di tanto turbato la giunta regionale e i vertici della sanità.

Al contrario l’iniziativa della proposta di legge popolare conquisterebbe un diritto e aprirebbe il campo al protagonismo dei cittadini…forse merita quindi di essere percorsa….






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-07-2013 alle 16:02 sul giornale del 10 luglio 2013 - 1514 letture

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