Favia: 'Dare continuità e stabilità al governo regionale'

David Favia 2' di lettura 05/07/2013 - Le Marche stanno affrontando la crisi meglio di altre regioni ma c’è senz’altro bisogno che la comunità, tutta assieme, rifletta sul proprio futuro per perfezionare le buone pratiche messe in campo finora dal governo regionale al quale bisogna dare stabilità e continuità per non perdere l’attuale trend di sviluppo e il modello di coesione sociale.

Infatti, le Marche hanno il tasso di occupazione più alto della media italiana, stanno virtuosamente depotenziando l’occupazione nell’industria e aumentando quella nei servizi, e hanno visto, nel primo trimestre 2013, un aumento nelle esportazioni significativo (+ 6.5% nel settore moda, + 3.3 nella meccanica e +11 nell’alimentare): e sono appena state premiate a Bruxelles dalla UE come regione virtuosa nel sostegno all’imprenditoria.

Il grande sforzo compiuto per proteggere i lavoratori con gli ammortizzatori sociali ha contribuito alla stabilizzazione sociale e al sostegno dei consumi.
Importantissimo, quindi, diventa ora l’appuntamento di giovedì 18 luglio quando il Presidente Spacca e l’assessore Giorgi ascolteranno la comunità regionale (sindaci, parti sociali, categorie imprenditoriali, associazioni, etc) in merito alla programmazione comunitaria 2014/2020 dalla quale la Regione deve ritrarre le risorse per il FESR (che ricadranno su tutta la comunità regionale: imprese e comuni per ricerca, innovazione, competitività; energia, ambiente e mobilità; agenda digitale, cultura e turismo).

Ma ai fondi strutturali bisogna aggiungere la ricerca di fondi diretti attraverso la messa in rete di operatori specializzati che non comportino costi immediati ma vengano remunerati solo qualora la progettazione proposta vada a buon fine.

Certamente va seguito con attenzione, e appoggiato, l’aumento di capitale di Banca Marche che deve rimanere marchigiana e sostenere la nostra economia: cosi’ come va monitorata la questione Indesit alla quale non può essere consentito di mettere in mezzo alla strada 1400 lavoratori senza che ci sia una situazione di crisi ma solo per aumentare gli utili delocalizzando e dimenticando la funzione sociale dell’impresa.

Indesit abbandoni il piano presentato e investa nelle Marche: con gli utili si proteggano i posti di lavoro oppure si restituiscano gli aiuti pubblici ricevuti negli anni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-07-2013 alle 17:54 sul giornale del 06 luglio 2013 - 2086 letture

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