Coldiretti: contro l'import del pesce straniero rivedere le regole del fermo pesca

Fermo pesca 2' di lettura 16/06/2013 - Presidiare il mercato con prodotto marchigiano o almeno made in Italy per evitare di favorire le importazioni straniere; differenziare il periodo di fermo biologico nelle varie zone dell’Adriatico; no allo stop delle attività per il pesce azzurro da giugno ad agosto, periodo inutile e dannoso per il settore per la presenza di esemplari in fase riproduttiva e pieni di uova.

Sono le proposte di Coldiretti Impresapesca Marche alla Regione Marche in vista del periodo di interruzione dell’at tività per garantire il ripopolamento delle specie, giunte dopo un confronto con le marinerie del territorio,. Il fermo, sottolinea Coldiretti Impresapesca, è uno strumento che deve rappresentare l’occasione per non favorire il declino di questo settore, che negli ultimi 25 anni ha visto le importazioni di prodotti ittici stranieri per il consumati in Italia passare dal 23 per cento al 72 per cento.

Contrariamente alla gestione passata, occorre partire dal concetto che non è fermando la pesca che si tutela la risorsa, ma solo centrando l’attività sulla tutela delle forme ittiche giovanili nelle aree di nursery si possono raggiungere gli obiettivi prefissati.

“Nel fermo tecnico, a valenza biologica, dello scorso anno sono state introdotte misure efficaci come i tre giorni di pesca nelle settimane post-fermo e le quattro giornate. massime di pesca settimanali nell’arco dell’anno – sottolinea il responsabile nazionale di Coldiretti Impresa pesca, Tonino Giardini - , oltre che la tutela della più ristretta fascia costiera per un ampiezza fino a 6 miglia dalla battigia per la durata di 3 o 4 mesi a partire dal mese di luglio. Sono queste le vere misure che tutelano la risorsa ittica, ed una volta che saranno applicate efficacemente il fermo delle imbarcazioni resterà una misura aggiuntiva importante ma non fondamentale”.

A ciò deve aggiungersi il presidio del mercato, per evitare che proprio nel momento estivo, quando il consumo di pesce è al top, si verifichi la consueta scomparsa del pesce italiano, con l’inevitabile effetto di aumentare le importazioni di quello straniero. Un presidio attuabile soltanto con lo scaglionamento del blocco-fermo della pesca in Adriatico in almeno tre o più fasce con diversi periodi tra loro.

Coldiretti Impresa pesca chiede quindi alla Regione Marche di evitare l’appoggio ad ogni proposta che veda il blocco dell’attività estiva per le barche dotate dei sistemi a strascico e volante nello stesso periodo in tutte le realtà produttive dell’Adriatico (periodo unico).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-06-2013 alle 17:08 sul giornale del 17 giugno 2013 - 2289 letture

In questo articolo si parla di economia, coldiretti, coldiretti marche, fermo pesca

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/Oj0