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Calcio: Ascoli, l'imperativo è ripartire

2' di lettura 21/05/2013 - Sembrava essere un campionato tranquillo. La squadra esprimeva un buon gioco, i risultati arrivavano e grazie ai gol del bomber Zaza, il sogno play-off non era utopia. La fine della stagione, però, è stata drammatica: l'Ascoli Calcio è ripiombata nell'inferno della Lega Pro Prima Divisione (ex Serie C1).

Qualcosa si è incrinato nel match Spezia-Ascoli del 9 febbraio, terminato 4 a 3: i marchigiani, in vantaggio di ben 3 reti, sono ritornati nel Piceno con zero punti in tasca. Dopo questa partita, la squadra è riuscita a conquistare sul campo solamente 9 punti, sprofondando nelle parti basse della classifica e retrocedendo senza passare per i play-out.

La breve sostituzione di Silva con Pergolizzi, poi subito esonerato a vantaggio del primo che ha accettato senza problemi il ritorno in bianconero, non ha prodotto nell'ambiente l'effetto desiderato anzi, probabilmente non ha fatto altro che creare confusione e malumore tra squadra e tifoseria.

Non sono mancate critiche da parte degli ultras verso i giocatori, troppo spesso accusati di poco amore per i colori sociali e con la testa già a Formentera. I sostenitori bianconeri, che come sempre hanno offerto il loro sostegno, in casa come in trasferta, hanno più volte manifestato, anche con gesti forti, il loro malcontento per il mancato attaccamento alla maglia da parte della squadra.

Sono stati persi per strada troppi punti scioccamente, ci si era rilassati convinti di una facile salvezza, per poi ricadere un'altra volta nel calcio "che non conta". Sono stati necessari 7 anni per riapprodare in Serie B l'ultima volta, non ci rimane che augurarci un tempestivo rientro nella serie cadetta, perché la calda piazza ascolana non merita di sfidare squadre che, con tutto rispetto, possono solo sognare il passato e la storia della società di Corso Vittorio Emanuele.

La città ha reagito male alla retrocessione, molte lacrime sono scese dai visi dei sostenitori bianconeri che hanno raggiunto il "Tombolato" di Cittadella ma sembra che la paura dei tifosi sia che la società non riuscirà per qualche motivo a riscriversi al prossimo campionato.

I supporter bianconeri criticano ampiamente il fatto che nel calcio di oggi non esistano più le "bandiere" di un tempo, il buon Costantino Rozzi aveva previsto tutto: "Giocatori? Brutta razza!".

Ma l'ascolano non si abbatte, l'ascolano non molla, gli ultras ci saranno sempre, al di là del risultato, al di là della categoria, non faranno mai mancare il loro amore incondizionato per quella maglia bianconera, per la quale sono disposti a lottare, anche nei campetti di periferia.

Foto gentilmente concessa da Giulio Spinucci.


di Rocco Bellesi
redazione@vivereascoli.it
 









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