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Jesi: operazione antidroga dei Carabinieri, arrestati due fratelli che gestivano lo spaccio in Vallesina

2' di lettura 16/04/2013 - I Carabinieri di del Nucleo Operativo e Radiomobile ha posto fine ad un importante traffico di droga finalizzando le indagini che da tempo conducevano con il fermo giudiziario di due fratelli, Q.S. e Q.N. di origine albanese.

I due uomini, rispettivamente classe 1976 e 1983, entrambi residenti a Jesi e sostanzialmente incensurati, conducevano una vita agiata sebbene non avessero mai condotto attività lavorativa alla quale sembravano non essere interessati. La loro condizione economica si presume quindi fosse il frutto del traffico di cocaina che controllavano da almeno un anno: gli inquirenti hanno potuto stabilire che da aprile del 2012 i due fratelli abbiano, in diversi episodi, ceduto 400 grammi di cocaina, per un controvalore di circa 24mila euro.

La coppia di uomini è stata arrestata perché accusata, in concorso, di aver ceduto 160 grammi di cocaina per un controvalore di circa 8mila euro a D.M.A. e R.M., due degli arrestati con l’operazione antidroga condotta a marzo. Durante l’operazione di marzo, condotta a Maiolati Spontini, i due albanesi riuscirono ad evitare l’arresto per un soffio perché la pattuglia intervenne con pochissimi minuti di ritardo quando l’auto dei due aveva appena imboccato la SS76.

Le indagini per smantellare l’importante rete di approvvigionamento è stata condotta a lungo con notevole impegno di uomini e mezzi, grazie a pedinamenti, colloqui ed accertamenti ma ha ricevuto un forte impulso grazie alla collaborazione di uno degli arrestati a marzo, che ha consentito di delineare con chiarezza le fasi illecite, anche pregresse, rivelando come in passato anche un terzo fratello fosse dedito al traffico abbandonato solo per essersi dovuto allontanare dal territorio a seguito di problemi riconducibili ad una lite con accoltellamento di un connazionale per motivi verosimilmente riconducibile a reati in materi di stupefacenti, cedendo i clienti ai due arrestati.

Presso l’abitazione del maggiore dei due fratelli, in una prima perquisizione operata qualche settimana fa, era stata rinvenuta una pistola a salve priva di tappo rosso ed un pugnale.








Questo è un articolo pubblicato il 16-04-2013 alle 20:09 sul giornale del 17 aprile 2013 - 2953 letture

In questo articolo si parla di cronaca, paolo picci

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