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Sel: sanità marchigiana, è a rischio il diritto alla salute

sel 3' di lettura 12/04/2013 - Da anni, a partire da Tremonti, a livello nazionale si tagliano i fondi allo stato sociale: scuola, sanità ed assistenza fino ad arrivare alla dichiarazione di Monti che forse non è sostenibile un servizio sanitario nazionale universalistico.

E’ a rischio il diritto alla salute, con la crisi già il 20% degli anziani rinuncia ad usufruire del servizi sanitari non riuscendo a sostenere il costo dei ticket con le pensioni al limite della sussistenza. A livello regionale il “modello Marche” ripropone la stessa logica dei tagli lineari. Ancora una volta ci si appella all'emergenza e si agita lo spauracchio del commissariamento e come se non bastasse si destruttura, in un momento così difficile, il vertice gestionale (Ruta , Ciccarelli).

Così non va proprio, c'è bisogno di un cambio di passo, e non siamo solo noi a dirlo. Le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL hanno manifestato il 25 marzo contro l’atto regionale di riordino dei piccoli ospedali e la riorganizzazione del soccorso. Le organizzazioni mediche sono in agitazione e si sono riuniti in assemblea il 5 aprile. I sindaci sono sul piede di guerra e sono programmati moltissimi Consigli comunali aperti sulla sanità. Proviamo a dire che la nostra sanità è tra le migliori ai lavoratori della sanità che non riescono a prendere le ferie, che hanno ritmi di lavoro massacranti, che rischiano di sbagliare perché super affaticati, proviamo a dirlo ai 450 lavoratori precari che rischiano di non aver rinnovato il loro contratto, proviamo a dirlo ai tanti cittadini che per effettuare esami di diagnostica strumentale (TAC, Risonanza magnetica, ecocardiogramma..) devono aspettare anche più di 12 mesi e che si vedono proporre l’effettuazione dello stesso esame una settimana dopo basta che paghino.

L’OMS afferma che le politiche di austerità porteranno ad una riduzione della speranza di vita e all’acuirsi di malattie da tempo scomparse. La Regione Marche non avendo avuto negli anni la capacità e l’autorevolezza di confrontarsi con una riorganizzazione dei servizi sanitari e sociali con la spending review ripropone tagli lineari avendo come bussola solo la riduzione della spesa. I 13 ospedali di fatto si trasformano in poliambulatori mentre con la proposta di riorganizzazione della rete di soccorso alcune zone vengono sguarnite anche dell'auto medica e con l'eliminazione dei punti di primo intervento si rischia il collasso delle attività e della tempestività d'intervento dei pronto soccorso. Nel frattempo peggiorano le liste di attesa, la mobilità passiva e la qualità dei servizi.

Non si prende atto una volta per tutte della necessità del superamento dell’ASUR riportando la titolarità piena della gestione in capo alle Aree vaste con personalità giuridica. Nelle Marche SeL continuerà ad insistere perché il governo regionale prenda finalmente atto che da questa situazione si esce solo con scelte trasparenti e condivise che riorganizzino le attività e i servizi distribuendoli equamente sul territorio e che diano priorità ai Servizi territoriali e ad una reale integrazione socio-sanitaria.


   

da Sinistra Ecologia Libertà




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-04-2013 alle 17:43 sul giornale del 13 aprile 2013 - 2323 letture

In questo articolo si parla di politica, SeL, Sinistra Ecologia e Libertà, Sinistra Ecologia Libertà

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