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In V Commissione l'esame della riforma sanitaria, entro tre settimane il parere sulla proposta di riordino

sanità 3' di lettura 08/04/2013 - La Commissione salute, presieduta da Francesco Comi (Pd), ha previsto di esprimere un parere sui contenuti della riforma sanitaria entro tre settimane. L'esame dei documenti è stato avviato questa mattina nel corso di una seduta alla quale hanno preso parte, oltre a tutti i commissari (D'Anna, Giorgi, Busilacchi, Badiali, Camela, Natali, Pieroni), numerosi consiglieri regionali (Massi, Acquaroli, Bucciarelli, Marangoni, Bellabarba, Zaffini, Romagnoli).

I contenuti della proposta e il percorso di confronto che precederà la sua approvazione sono stati illustrati dall'Assessore regionale alla sanità Almerino Mezzolani e dal Direttore dell'Asur Piero Ciccarelli. Il Presidente della Commissione Comi ha richiamato la necessità di procedere in fretta alla riforma, non solo per razionalizzare la spesa ma, soprattutto, “per riorganizzare un servizio sanitario buono, ma non più adeguato ai nuovi bisogni della comunità”. Il confronto iniziato oggi in Commissione “è stato costruttivo e positivo e rispetta i percorsi decisionali caratterizzati da condivisione, partecipazione e trasparenza prescritti dalla Legge 28 e auspicati dal Consiglio regionale.

Sarà un confronto reale e faremo, insieme alla Giunta, le correzioni che servono”. “La Giunta ed il Consiglio regionale – prosegue Comi - devono individuare maggiori strumenti di controllo della gestione e di verifica costante sui bilanci delle aziende, anche attraverso report trimestrali della spesa, analitici e disaggregati”. Per garantire il massimo rigore nella gestione dei fattori produttivi, secondo il Presidente Comi, “occorrono provvedimenti quali l'utilizzo della centrale unica per tutti gli acquisti della sanità, la moralizzazione e il controllo severo della libera professione, la riduzione delle strutture complesse, sia sanitarie che amministrative, la gestione di tipo dipartimentale in area vasta, secondo modelli organizzativi adottati anche da imprese private, e maggiore incidenza del salario di risultato per incentivare la produttività, intesa come strumento per l’integrazione di tutta la filiera produttiva”. Bisogna rafforzare la rete dell’emergenza investendo più risorse in mezzi e servizi ed eliminando alcuni sprechi.

“Il nostro obiettivo principale è fornire la risposta più appropriata e tempestiva nel luogo dove si verifica l’evento, garantendo nel minor tempo possibile i bisogni diagnostici e terapeutici e trasportando in sicurezza il paziente nella struttura più idonea. Questo significa liberare risorse (4 centrali operative e due elicotteri eccedono del 30% gli standard di spesa previsti) per garantire una rete diffusa di potes medicalizzate su tutto il territorio regionale”. “Togliere il punto di primo intervento in una “casa della salute” non è possibile per presidi che garantiscono oltre 6000 prestazioni annue almeno fino a quando non sarà possibile garantire un alternativo servizio h24 come richiamato dal decreto Balduzzi”. “L’offerta sanitaria sul territorio regionale va riorganizzata – conclude Comi - tramite percorsi che prevedano: uniformità nelle Marche della rete ospedaliera senza nessuna discriminazione, condivisione da parte degli operatori della sanità con individuazione di obiettivi comuni, individuazione di parametri oggettivi da applicare sull’intero territorio (per esempio distribuzione delle strutture di lungodegenza in base al bacino di utenti ultra sessantacinquenni e alle caratteristiche del territorio), analisi degli attuali flussi di mobilità sanitaria all’interno della regione Marche, utilizzo dell’epidemiologia per definire il bisogno sanitario.”

Opinione diversa l'ha espressa il Vicepresidente Giancarlo D'Anna (Gruppo misto), secondo il quale “il passaggio in Commissione è importante, ma secondario rispetto a decisioni di fatto già prese”. “Una via d'uscita c'è ancora ed è quella dell'assegnazione della personalità giuridica alle Aree vaste. Ogni provincia avrebbe la possibilità di scegliere cosa fare all'interno del proprio territorio, tenendo presenti gli input della Regione. Con questa riforma è Ancona che stabilisce cosa deve succedere a Pesaro, Macerata, Ascoli e Fermo, questo è fortemente sbagliato. Il mio parere è sicuramente negativo sulla metodologia e sui risultati che questa riforma porterà ai cittadini marchigiani”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-04-2013 alle 18:40 sul giornale del 09 aprile 2013 - 2202 letture

In questo articolo si parla di politica, marche, Assemblea legislativa delle Marche

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