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Pasqua amara: prezzi di uova e colombe in crescita, le famiglie a caccia di sconti

Pasqua 2' di lettura 28/03/2013 - Pasqua amara per i golosi marchigiani che, in un periodo di crisi e con i bilanci familiari ridotti all’osso, dovranno fare i conti con l’aumento dei prezzi delle uova di cioccolato e della colomba, prodotti che si vendono unicamente in questo periodo.

Rincari che vanno dall’8 all’8,5 per cento, a seconda dei prodotti in vendita nei supermercati, con l’eccezione di sconti e promozioni praticate dalle grandi catene per promuovere la vendita degli altri prodotti. Se a questo si aggiunge il fatto che la Pasqua coincide con la fine del mese, non è difficile prevedere un calo di questi prodotti sulle tavole dei marchigiani stimabile tra il 10 e il 15 per cento.

“Il consiglio che diamo ai marchigiani” affermano Cna e Confartigianato Marche “è quello di preferire i dolci fatti in casa e riservare le uova pasquali unicamente ai bambini, acquistatele dai nostri maestri pasticceri artigiani e dalle aziende della regione, che confezionano prodotti di elevata qualità, con una filiera certificata ed a prezzi ragionevoli”.

Gli appassionati marchigiani di uova e di cioccolato in genere, possono trovare nelle nostra regione 64 imprese che operano nel settore della cioccolata. Tra queste sono 5 quelle che dichiarano di produrre espressamente uova di cioccolato per Pasqua ed hanno 26 addetti. Si tratta della “bottega artigiana di Gardoni Daniela” e la “Torrone Bedetti” di Falconara; la “Liquori Baldoni” di Ancona; la “Giammarini srl” di San Benedetto del Tronto ;la “Torrone camerunese casa Francucci” di Camerino. T

utte le aziende marchigiane lavorano con una materia prima di qualità che proviene da Costa d'Avorio (che copre quasi il 50 per cento del fabbisogno), Ghana (con il 15%), Indonesia, Camerun, Brasile e in piccole quantità dai Caraibi (soprattutto cacao aromatici). A parte l’abbuffata delle uova pasquali (che quest’anno sarà più contenuta) i marchigiani consumano ogni anno poco più di 4 chili di cioccolato a testa, in linea con la media italiana che è di 4, 3 chili. Un consumo crescente rispetto ai 3,7 chili del 2001 ma niente a che vedere con gli Svizzeri che ne mangiano 11 chili l’anno, seguiti dai tedeschi con 10.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-03-2013 alle 15:36 sul giornale del 29 marzo 2013 - 1500 letture

In questo articolo si parla di attualità, confartigianato, pasqua, cna, uova di cioccolato

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